Allarme criminalità, in Italia commessi 330 reati ogni ora

Nel 2007 le denunce aumentate del 5% rispetto al 2006. Rimini, con 9mila delitti ogni 100mila abitanti è la capitale del rischio. Al secondo posto Bologna. Aumentano furti e rapine

Furti, rapine, borseggi. Numeri e statistiche a denunciare un fenomeno che fa paura. La criminalità è in aumento. Rispetto allo scorso anno il cinque per cento in più. Una crescita inquietante. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno, che saranno pubblicati integralmente oggi dal Sole 24 ore, nel 2007 sono stati denunciati 330 reati ogni ora, per ogni giorno dell’anno, sfiorando i tre milioni complessivi.

È l’Emilia Romagna la regione fanalino di coda per quanto riguarda la sicurezza. La città più pericolosa risulta essere Rimini, con 9mila reati denunciati ogni 100mila abitanti, quasi il doppio della media nazionale, anche se c’è chi a questa classifica infame proprio non ci sta. «Siamo alle solite, non mi stupisco più», si lamenta il sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli. Secondo il primo cittadino infatti sarebbe sbagliato il ragionamento all’origine. Una sorta di accanimento ingiustificato che non tiene conto di tutti gli aspetti. La statistica infatti sul territorio riminese risulterebbe falsata dall’andamento oscillante della popolazione, che grazie al turismo arriva anche a un milione, dai circa 250.000 residenti effettivamente residenti in provincia. «Non capiscono nulla di statistica - afferma Ravaioli -. Devono dividere almeno per due. Noi abbiamo nove milioni di turisti l’anno. E poi da noi c’è un numero di denunce dei reati altissimo rispetto ad altre zone perché teniamo bene la criminalità sotto controllo e la cittadinanza collabora». «Se parliamo di primati - aggiunge il sindaco - parliamo invece dell’ospitalità, che fa divertire i nostri ospiti».

Ma la classifica non lascia molte speranze neanche a Bologna. La ricca Bologna presa d’assedio dai malviventi, Bologna torturata, violentata, derubata, abbandonata a ladri e malfattori. E da anni lo scenario è desolante sotto agli occhi di tutti, cittadini e turisti. Anche in centro, sotto i portici, vicino all’università, nei parchi. A qualunque ora spacciatori marocchini, algerini, sono lì, a ogni angolo a svendere droghe a chi passa. E questa è solo la superficie. Il resto si ritrova nelle classifiche ufficiali. E anche nel 2006 la situazione bolognese non era confortante: 4.449 furti nelle abitazioni per centomila abitanti era il suo triste primato. Il record di tutta Italia. E sempre nel 2006 si guadagnava un secondo posto (prima Genova) per borseggi e scippi con 8.657 per centomila abitanti. Quest’anno, dopo Bologna, seguono le altre grandi città: Milano, Roma, Torino, Napoli. Unica eccezione Genova, dove il numero dei delitti registra una flessione.

È il nord che paga di più. Qui l’allarme criminalità è spesso legata a doppio filo con l’immigrazione clandestina. Rapine in villa, scippi, violenze, furti, che continuano a rappresentare una parte consistente del totale dei delitti. Per quelli in abitazioni le denunce sono state 166mila, oltre il 17 per cento in più dell’anno precedente. Savona, Pavia e Varese in testa con tra le 500 e le 600 denunce ogni 100mila abitanti. Poi borseggi e scippi: 180mila denunce, 51mila le rapine. Reati che fin troppo spesso sono riconducibili agli illegali, quelli che il capo della polizia Manganelli, pochi giorni fa, ha denunciato in un appello chiaro, desolante: «Contro i clandestini siamo impotenti». Mancano soldi, tempo, forze. «Dal 1º gennaio a oggi, le forze dell'ordine hanno fermato oltre 10.500 clandestini per i quali hanno ritenuto di avviare le procedure di espulsione. Solo 2.400 hanno trovato posto nei centri di permanenza; gli altri 8mila hanno di fatto ottenuto un perdono sul campo e gli è stato consegnato un foglio di via, che equivale a un niente». Desolante.