Allarme dai leader del Polo: "È emergenza democratica"

Berlusconi, Fini, Bossi e Cesa concordi: "Destituire Speciale è una prevaricazione di gravità inaudita". Dusissimo comunicato congiunto contro il governo Prodi: "Vanificato l'appello al dialogo del presidente Napolitano"

Roma - I leader della Casa delle libertà ritrovano l’unità. E di fronte alla rimozione del generale Roberto Speciale passano al contrattacco e uniscono le loro voci in un durissimo comunicato congiunto: uno strumento anomalo e poco frequentato che serve a far capire quanto sia delicato il momento e grave l’atteggiamento assunto dal governo Prodi. L’obiettivo è accendere i riflettori su quella che viene considerata come un’offesa e come un vulnus alle istituzioni. E ribadire, con un messaggio inviato dall’intera tolda di comando del centrodestra, in una plastica dimostrazione di unità da parte della coalizione, che il caso è tutt’altro che chiuso.
«La destituzione del generale Speciale da parte del governo è una gravissima prevaricazione e rappresenta un’autentica emergenza democratica che vanifica anche l’appello al dialogo rivolto proprio oggi dal capo dello Stato» scrivono in una nota congiunta Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Lorenzo Cesa e Umberto Bossi. «E questo alla vigilia della Festa della Repubblica, che è la Giornata delle Forze armate. Di fronte a questo fatto, che è di inaudita gravità e senza precedenti nella storia della Repubblica, tutta l’opposizione reagirà con assoluta fermezza».
Non ci sono, naturalmente, soltanto i leader a denunciare il comportamento del governo. La raffica di dichiarazioni è impressionante. Una marea montante di sdegno e di rabbia che va a insistere soprattutto sul terreno della legalità violata e del metodo dell’arroganza adottati da Romano Prodi. «Il comportamento dell’esecutivo è vergognoso - attacca Lorenzo Cesa -. Si colpisce un servitore dello Stato che ha avuto il torto di pretendere il rispetto delle regole. Questa è davvero una pessima figura in ambito internazionale. Siamo curiosi di vedere il comportamento di Mastella e Di Pietro. L’Udc si riserva ogni iniziativa a difesa della legalità violata». Usa toni durissimi Maurizio Gasparri. «Siamo di fronte al colpo di Stato. Il presidente della Repubblica non ha nulla da dire? La festa della Repubblica è oscurata da un attentato alla Costituzione. Va riunito subito il Parlamento a tutela della legalità repubblicana». Roberto Calderoli, a sua volta, evoca scenari sudamericani: «In Venezuela qualche giorno fa Chavez ha oscurato il canale televisivo più seguito dal popolo solo perché lo criticava. Il governo in crisi, per salvare se stesso, con un golpe sostituisce il massimo vertice della Guardia di finanza per aver semplicemente fatto il suo dovere e finge di voler salomonicamente colpire le due persone coinvolte nella vicenda. A questo punto, dopo una cosa del genere ci si potrà aspettare di tutto, con forti rischi per la democrazia. E magari tra un paio di mesi le deleghe torneranno nuovamente a Visco. Vergogna». E Roberto Castelli ribadisce che «per la Lega la vicenda è tutt’altro che chiusa. C’è una mozione di fiducia nei confronti del generale Speciale e tale mozione va votata in Senato la prossima settimana».
Per Forza Italia si alza la voce di Roberto Formigoni per il quale «il governo fa strame delle regole più elementari di democrazia e di divisione dei poteri». E Renato Schifani fa risuonare l’allarme per il «precedente» rappresentato dal caso Visco-Speciale: «Soltanto un governo con l’acqua alla gola può compiere un blitz così grave usando la forza per risolvere i suoi problemi di credibilità. Un gesto, tra l’altro, di rottura nei confronti di uno dei più alti vertici delle Forze armate, che contiene un messaggio pericoloso e destabilizzante: chi avrà l’ardire con questo governo di dire la verità sui comportamenti illegittimi di qualcuno dei suoi componenti subirà la rimozione d’autorità con la forza. L’esecutivo ricorre ormai a metodi pseudo-dittatoriali per rimuovere il dissenso».