Allarme decibel e notti insonni Il quartiere contro le discoteche

La camera da letto della signora Malerba, al quinto piano del civico 6 di piazza Grandi, tutti i mercoledì, venerdì e sabato sera d'estate sembra una piccola discoteca. Quasi 60 decibel nell'aria, le pareti che rimbombano, le finestre che vibrano. E, neanche a dirlo, ogni notte diventa un’impresa prendere sonno. Per una volta passi, per due anche, ma quando il fracasso diventa una costante, allora si rischia l’esaurimento nervoso.
Pensare che il rumore di fondo sarebbe di soli 45,5 decibel e che per legge il rumore dovrebbe fermarsi a 3 decibel di differenza. Invece arriva a quasi 15 decibel. D’estate diventa realmente impossibile tenere aperta la finestra e si soffoca.
Chi rende insonni le notti della povera condomina? Il sospetto cade sulla discoteca Black Hole, all'angolo tra via Cena e viale Umbria. Esattamente a 90 metri dalla casa di tanti residenti stufi di non poter chiudere occhio per tre giorni su sette dopo che il locale ha inaugurato la stagione estiva e spostato casse e impianti in giardino. «Ogni anno è sempre la stessa storia - spiega Giuseppe Mauriello del comitato spontaneo di zona -. Dal 2002 in poi ci siamo rivolti ai vigili, al sindaco, persino al mediatore europeo. Abbiamo raccolto 400 firme per dire basta a questa situazione intollerabile. Sa cosa vuol dire essere martellati di decibel dalle undici e mezza alle 4-5 del mattino?».
A certificare questo «bombardamento» è stato un perito chiamato dagli stessi condomini di piazza Grandi e delle vie limitrofe. Poi, stanchi di non essere ascoltati, i residenti hanno sporto denuncia contro il proprietario della discoteca.
«Adesso siamo in attesa che facciano i controlli necessari per stabilire se il Black Hole rispetta le leggi sull'inquinamento acustico. Ciò che ci appare strano è che si consenta a un locale di fare musica all'aperto in una zona densamente abitata e in piena notte. E che per ottenere l'autorizzazione basti un'autocertificazione» conclude Mauriello.
Non solo rumore, però. Quando la movida è eccessiva, allora il quartiere diventa invivibile. E si assiste a scene di totale degrado che per i ragazzi sono puro divertimento ma per i residenti sono un vero e proprio incubo.
«A mezzanotte qui c'è più traffico che a mezzogiorno. E poi ne vedi di tutti i colori: ragazzi che fanno pipì in strada, che urlano e buttano bottiglie di vetro per terra. Hanno distrutto anche una cabina del telefono», dice un altro residente, Diego Miotti. Poi c'è il problema parcheggio. Nel raggio di un chilometro ci sono ben quattro discoteche: il Black Hole, il Rolling Stone, il Plastic e il Café Atlantique. Gli avventori dei locali sono migliaia. Così nei weekend gli abitanti rischiano perfino di non trovare posto per parcheggiare e devono arrangiarsi come possono. «Sono stanca di rischiare di essere multata per poter parcheggiare in casa mia - racconta Stefania Aletti -. Perché per esempio in piazza Grandi non ci sono posteggi riservati a noi residenti?». Oltre alla battaglia del rumore portata avanti dai residenti, c’è la crisi delle disco che porterà quasi sicuramente alla chiusura o almeno allo spostamento di Rolling Stones e Plastic. Gli abitanti della zona sotto sotto non vedono l’ora.
«Ho letto che molti vip come Elio Fiorucci e Milly Moratti vogliono salvare i locali di Milano. Bene, allora che vengano loro a dormire qui nel weekend e ci diano le loro case in centro per riposare tranquilli» dice la Aletti. Difficile che lo scambio vada in porto.