Allarme dialetto, fra trent’anni nessuno parlerà più genovese

Cerca materiale il nuovo centro per le tradizioni popolari della Liguria che apre in via Dante

Oltre duemila volumi e libri, trecentocinquanta dischi in vinile, cassette e cd, un centinaio di videocassette e decine di fotografie, manifesti e riviste. Ci sono anche le preziose centocinquanta bobine, trasferite nel frattempo su supporti digitali, della raccolta del musicologo scozzese e appassionato di dialetti, Edward Neill, e quelle della Rai ligure.
A partire dal prossimo martedì 19 febbraio si apre al pubblico il Centro regionale per i dialetti e le tradizioni popolari della Liguria. Sui nastri magnetici e sui volumi ci sono dialetto, storia locale, tradizioni, feste, fiabe, filastrocche, dalla canzone della «bella de Turiggia» a «Creuza de ma» di De André.
La sede è in via Dante 6/9 e l'orario di apertura è dalle 9,30 alle 12,30 il martedì e dalle 15 alle 18 il giovedì, si possono anche prenotare aperture su appuntamento telefonando al numero 0105484419.
L'iniziativa è stata presentata ieri mattina dall'assessore regionale alla cultura Fabio Morchio e dagli studiosi Mauro Balma e Paolo Giardelli che con pazienza, negli anni passati, hanno percorso il territorio ligure, da Ventimiglia a la Spezia, raccogliendo musiche popolari, proverbi, racconti di vita e lavoro, fiabe, filastrocche. Un insieme di ben cinquantacinque parlate alla genovese che si differenziano da provincia a provincia, ma anche da entroterra a riviera. La missione del nuovo centro del dialetto ligure è raccogliere le testimonianze e tenere un patrimonio che sta per scomparire.
«Fra trenta o quaranta anni - dicono gli studiosi - non ci sarà il genovese. Oggi i quarantenni non lo parlano, ma lo capiscono. I ventenni non lo parlano e non lo capiscono. È un fenomeno che riguarda un pochino tutte le regioni italiane e la tendenza a livello mondiale è quella della scomparsa dei dialetti. Per questo abbiamo realizzato, anche con il contributo della Regione di quarantamila euro, il centro di via Dante. Il genovese è parlato più nelle periferie e meno nelle città liguri. Più nei paesi dell'entroterra e meno nelle riviere. Nella nuova sede abbiamo anche il vocabolario delle parlate liguri la sesta edizione del dizionario biografico dei liguri».
E si pensa ad arricchire sempre più il materiale raccolto, confidando nella buona volontà delle persone. «Per questo invitiamo tutti i liguri - spiega Morchio - a donare gratuitamente documenti, libri, cassette, fotografie, bobine e il materiale che tengono in casa o magari in cantina, per arricchire il centro. Lo scopo è mantenere tutta la documentazione aperta ai cittadini. Si tratta di un patrimonio prezioso e importante che se non si fosse raccolto sarebbe probabilmente stato destinato a scomparire».
I documenti e le opere esposte provengono dalla raccolta di Edward Neill, noto studioso anche di Paganini, che dal 1965 aveva affiancato alla sua attività legata alla musica classica, un pionieristico interesse per l'etnografia e l'etnomusicologia.
Ci sono poi i filmati della televisione regionale che risalgono agli anni settanta e sono dedicati alla storia, alla memoria, alla cultura popolare ligure, che sono di singolare fascino e documentano reali situazioni popolari in tutto il territorio ligure.