Allarme Fincantieri: una sola nave in costruzione a Sestri Ponente

Un impegno bipartisan per creare le condizioni che consentano la ripresa dell’economia, in particolare dell’industria della Difesa, settore strategico a livello nazionale: è quanto è scaturito dal convegno di ieri a Palazzo Ducale dedicato alle nuove forme di organizzazione, coordinamento e assetto per una maggiore competitività delle piccole e medie imprese. Ne hanno parlato, fra gli altri, gli esponenti dei Distretti industriali delle regioni Lazio, Piemonte, Campania e Puglia, oltre ai relatori della tavola rotonda coordinata dal presidente dell’Aiad-Associazione industrie per l’aerospazio e la difesa, Remo Pertica. Ed è proprio in questa sede che sono emerse, con i problemi, anche le indicazioni sulle «ricette» necessarie a superare la crisi in atto. In particolare, è stato - come sua abitudine, del resto - esplicito e realistico l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono: «In questo momento di crisi - ha esordito - bisogna andare in controtendenza, forzare il mercato, e per quanto ci riguarda offrire le navi a prezzi competitivi. Per fare questo serve coesione, serve che tutti nell’azienda si rimbocchino le maniche. Se invece si cercano delle scorciatoie non andiamo da nessuna parte». E ancora: «Sono addolorato perché, arrivando a Genova in aereo, e sorvolando il cantiere navale di Sestri Ponente, a differenza del passato invece di vedere due navi in bacino ce n’era solo una. Questo può dare l’idea della crisi». Nel frattempo, però, «la divaricazione a livello sindacale - ha insistito Bono - è tale che è meglio prendere una pausa di riflessione perché la situazione si rassereni e ci sia un accenno all’unitarietà. Oggi siamo l’unica azienda in Italia dove si tratta sul contratto integrativo e i lavoratori fanno gli scioperi. Nelle altre aziende non si tratta e nessuno lo fa. C’è qualcosa che non funziona».
Subito dopo, Pier Francesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, ha posto l’accento sulle prospettive di evoluzione della crisi: «Non è chiaro quanto profonda sia la crisi che pone una preoccupazione limitata per i comparti civili, ma in rapporto alla durata». Sostanzialmente, «non dovrebbero esserci problemi se si risolverà entro l’anno», se invece dovesse protrarsi, si dovrà fare attenzione alla situazione dell’aeronautica civile e dell’energia. Al convegno hanno preso parte anche Roberta Pinotti, Pd, ministro ombra della Difesa, e il sottosegretario Guido Crosetto, secondo cui «il governo vuole rafforzare lo stanziamento di risorse per il settore delle imprese dell’aerospazio e della difesa. Togliere gli stanziamenti da qui per destinarli altrove - ha concluso Crosetto, riferendosi ai timori espressi dal segretario generale dell’Aiad Carlo Festucci - sarebbe un errore. Così ci ritroveremmo con due settori in difficoltà».