Allarme Fmi: in Italia due anni di recessione

nostro inviato a Washington

Il virus finanziario ha contagiato l'economia reale, e il 2009 rischia di essere ricordato come l'annus horribilis per la crescita, soprattutto per Europa e Stati Uniti. Le stime del Fondo monetario internazionale indicano per l'anno venturo stagnazione negli Usa (+0,1%) e in Europa (+0,2%). E all'interno di Eurolandia, le previsioni peggiori riguardano l'Italia e la Spagna, con un calo del Pil dello 0,2%. Il nostro Paese vedrà il segno meno (-0,1%) anche alla fine di quest'anno. Sempre in Italia l'inflazione è prevista al 3,4% quest'anno, ma in forte discesa fino all'1,9% nel 2009. Infine, il deficit pubblico dovrebbe attestarsi quest'anno al 2,6%, per crescere al 2,9% l'anno prossimo.
Le stime del World economic outlook del Fmi hanno alle spalle una lunga storia di errori e smentite. Mai come stavolta, tuttavia, rischiano di essere fallaci in un senso o nell'altro. «L'economia mondiale - spiega il capo economista del Fmi Olivier Blanchard - sta entrando in una fase acuta di rallentamento, a causa di uno degli shock finanziari più pericolosi fin dalla crisi degli anni Trenta». Non si parla apertamente di recessione, visto che la crescita globale resta intorno al 3%, tuttavia si ammette che siamo «ai limiti della recessione». Nei Paesi avanzati la crescita sarà vicina allo zero almeno fino alla metà del 2009, con una leggera ripresa nel secondo semestre, ma questa previsione - precisa il Fmi - si basa su alcuni assunti: il principale è che le azioni intraprese dalle autorità americane ed europee abbia successo nello stabilizzare le condizioni finanziarie.
Potrebbe anche andare peggio? Sfortunatamente sì. «Se dai principali Paesi non arriverà una risposta coerente e sistemica alla crisi - osserva il capo economista del Fmi - l'impatto sul prodotto potrebbe essere molto negativo». La sfida immediata per i governi è di stabilizzare i mercati e, allo stesso tempo, curare l'economia reale con interventi mirati. Almeno l'inflazione dovrebbero migliorare: nei Paesi avanzati dovrebbe scendere dal 3,6% di quest’anno al 2% del 2009.
Nel quadro europeo, la situazione dell'Italia appare debole. Secondo le stime del Fmi, la crescita del pil sarà negativa sia quest'anno (-0,1%) sia nel 2009 (-0,2%). Gli economisti del Fmi spiegano che il nostro Paese da anni cresce meno degli altri, anche perché il fardello del debito pubblico rende più difficili interventi fiscali per spingere l’economia. E sempre il Fmi ipotizza che i prezzi delle case nel nostro paese possano calare, nei prossimi anni, fra il 10 e il 20%.