Allarme in Libia, spariti 5mila missili antiaerei

«Tutte le armi che si trovano nelle mani di persone malintenzionate costituiscono un problema», ha detto Rasmussen, e il Cnt dovrebbe lavorare «per aprire il Paese a ispettori internazionali». Le parole del segretario generale della Nato sono arrivate dopo che un alto ufficiale militare del Cnt ha fatto sapere che sarebbero spariti circa cinquemila missili antiaerei Sam-7 dell’arsenale di Gheddafi. Secondo l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, presidente del Comitato militare della Nato citato domenica dal settimanale tedesco Spiegel, i missili scomparsi sarebbero circa diecimila. Rasmussen ha precisato di non voler «commentare specifiche informazioni d’intelligence». Per il segretario generale della Nato, tuttavia, spetta al Cnt monitorare gli arsenali libici ed è il Consiglio che deve «accertarsi che le armi siano al sicuro, sotto controllo o eventualmente che vengano distrutte».
Sempre ieri, inoltre, nove tonnellate di proiettili d’artiglieria contenenti iprite, «gas mostarda», sono state trovate in un magazzino nei pressi di Sabha, nella Libia sudoccidentale. Lo ha riferito un responsabile del Consiglio transitorio libico (Cnt), citato dall’agenzia Nuova Cina. I proiettili sono stati «forniti al regime di Muammar Gheddafi da un Paese asiatico», ha aggiunto Hassan al-Saghir. Sabha, secondo un rapporto dell’Aiea, era collegata al programma nucleare del regime libico.
Sul ruolo della Nato, il segretario generale ha spiegato che l’Alleanza ha un mandato per «proteggere la popolazione civile libica» e «non ha truppe sul terreno», sottolineando tuttavia come «gli alleati siano in contatto con il Cnt per trattare la questione». I