Allarme maltempo: per l’Italia due settimane di gelo siberiano

Il Centro-Sud sarà ancora imbiancato dalla neve. Al Nord i venti dalla Groenlandia

da Milano

Non proprio come i meno trenta della Russia (almeno non in pianura), ma per noi autoctoni del «clima mediterraneo» sarà un po’ come trovarsi tra i ghiacci della Siberia. Temperature in ulteriore picchiata (come se non bastasse il freddo di questi giorni), allertano i meteorologi; pianure del Centro e Sud Italia imbiancate come le Alpi. Mentre al Nord soffieranno venti da brividi. Ecco le «infauste» previsioni per le prossime due settimane elaborate dal Centro Epson Meteo.
Un nucleo di aria siberiana si propagherà, infatti, tra oggi e domani, sulla nostra Penisola con un calo termico di almeno 4-5 gradi, forti e gelidi spazzate dalla Bora sull'Adriatico e dal Grecale sui mari di Ponente mentre i fiocchi dovrebbero cadere fino a quote basse su Campania, Lucania, Calabria e lungo le coste di Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. Tregua mercoledì 24 poi di nuovo freddo.
Secondo il bollettino di vigilanza meteo della protezione civile deboli nevicate si avranno oltre i 300-500 metri su Marche, Abruzzo e Molise e oltre i 600-700 metri su Puglia, Basilicata, Campania settore est e Calabria. Dalla tarda sera, poi, quota neve in progressivo abbassamento: fino alla pianura su Marche meridionali, Abruzzo, Molise e Puglia settentrionale; intorno ai 400-500 metri su Basilicata, Campania settore est, Calabria ed area etnea.
Temperatura in calo un po’ ovunque, ma il freddo si farà sentire di più lungo la fascia Adriatica. Gelate, in particolare durante la notte, fino alla pianura sulle regioni settentrionali; a quote collinari e localmente in pianura sulle regioni centro-meridionali. Forti o molto forti i venti da nord-est su Liguria, Friuli-Venezia Giulia, settori orientali del Veneto e dell'Emilia Romagna, Sardegna orientale e regioni centro-meridionali. Dalla sera, poi, ulteriori rinforzi sino a burrasca su Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, versanti ionici calabro-siciliani e levante sardo. Molto mossi i mari, e in particolare l'Adriatico, lo Ionio, lo stretto di Sicilia, il mare ed il canale di Sardegna ed il Tirreno centro-meridionale, con moto ondoso in aumento sul Tirreno centro-meridionale, sul canale di Sardegna, sullo stretto di Sicilia, sul medio e basso Adriatico.
Un breve tregua è prevista mercoledì, quando le temperature risaliranno di qualche grado. Ma già da giovedì arriveranno le piogge sulle regioni tirreniche e ancora neve, anche in pianura, su Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna (e, forse, anche su Bassa Lombardia e Alpi occidentali) a causa dei forti venti di Libeccio che precedono un secondo nucleo di aria molto fredda, in arrivo, questa volta, direttamente dalla Groenlandia.
Il nuovo nucleo di aria polare insisterà sulla penisola fino al 4-5 febbraio, portando, oltre che molto freddo ovunque, ancora neve, anche in pianura, su molte regioni del Centro-Nord.
E ieri, proprio il freddo polare, con temperature che a Livigno hanno toccato anche i -30 gradi, ha favorito la formazione di uno strato di ghiaccio nell'alveo di un torrente del paese turistico della zona extradoganale, a 1.816 metri di quota, in alta Valtellina. Lo strato ghiacciato è andato aumentando sempre più di spessore, divenendo una vera e propria diga all'interno del torrente che è straripato allagando strade e case.