Allarme meningite: 2 morti alle porte di Milano

Un uomo di 48 anni e una donna di 34 sono deceduti in meno di 24 ore. Scattato in Brianza il piano emergenza. L’Asl: "Ai primi sintomi subito in ospedale". Gli esperti: contagio per il mix di pioggia e caldo torrido

Seregno (Milano) - Morti, per meningite. Il germe ha stroncato la vita a una giovane donna di Desio e a un artigiano di Cesano Maderno. Un’altra donna di Besana Brianza, 33 anni, pur in gravi condizioni, è riuscita a cavarsela per un soffio. I dottori degli ospedali di Desio e Monza, sono al lavoro per capire dove possono aver contratto la malattia, che ha causato i decessi.

Adesso è divampata la paura. La psicosi. Tre casi nel giro di due giorni hanno scatenato l’angoscia. Gli esperti dell’Azienda ospedaliera di Monza in via precauzionale hanno stabilito di sottoporre a profilassi antibiotica tutte le persone che sono state a contatto con le vittime. Giovanna Bevilacqua, 34 anni, casalinga, viveva a Desio con il marito, sposato nel 1995. Sabato avverte qualche dolore agli arti ed una fastidiosa febbre: non da troppo peso al malessere. Pensa a una banale influenza. Non vede miglioramenti. Lunedì sera si presenta al pronto soccorso di Desio. I dottori le praticano una tac, e la sottopongono alle cure del caso. Niente. Una trentina di parenti della poveretta esige spiegazioni, qualcuno alza la voce, tanto che per riportare la calma devono intervenire i carabinieri. Dopo qualche ora un arresto cardiaco le stronca la vita.

La stessa sera tocca all’artigiano: si sente male. Ha forti dolori alle articolazioni. È caricato su un’ambulanza che vola verso il San Gerardo di Monza. Qui ai sanitari resta poco da fare: l’uomo, 48 anni, è fulminato da uno shock settico. Le vittime hanno perso la vita da una forma di meningite che gli specialisti definiscono meningococcica, quella che ti compromette le funzioni vitali di vari organi. Un maledetto virus che azzera le barriere immunitarie. Cominciano le iniziative di prevenzione. Sono sottoposti a profilassi tutti quelli che hanno avuto contatti con le povere vittime: oltre ai parenti, gli operatori del pronto soccorso, i volontari in servizio sulle ambulanze e gli amici che hanno passato con loro gli ultimi dieci giorni.

Immediatamente scatta il piano d’emergenza, la malattia è contagiosa, bisogna attivare il piano d’isolamento del germe, che si trasmette da persona a persona attraverso le goccioline emesse con la respirazione dal naso e dalla bocca. La gente è allarmata: cresce la paura, anche se i professionisti del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Monza, fanno sapere che la situazione è sotto controllo. Si tratta - dicono - di casi isolati. In ogni modo, fanno sapere «che ai primi sintomi di malessere è indispensabile chiamare immediatamente il medico di base. È necessario farsi controllare accuratamente la temperatura corporea. Di fronte a queste situazioni un intervento tempestivo nelle strutture ospedaliere attrezzate serve a salvare la vita ».

Sempre gli specialisti dell’Azienda sanitaria locale hanno messo in allerta i volontari del 118, tutte gli ospedali della zona e i pediatri.
Neonati e bambini sono i più a rischio. La causa che ha diffuso il germe - fa sapere l’Asl - potrebbe essere la miscela d’umidità di questi giorni di tempo bizzarro con improvvisi temporali seguiti da temperature torride. Inizia a scatenarsi anche la caccia al vaccino. La procura della Repubblica di Monza ha aperto un’inchiesta. Più che per accertare eventuali responsabilità, perché lo prevede la prassi. Allo stato dei fatti pare davvero, ci sia poco da indagare. Almeno sul piano giudiziario.

In ogni modo, la magistratura ha già annunciato di voler chiedere le cartelle cliniche dei morti e della donna di Besana che fortunatamente, grazie a un intervento tempestivo da parte dei sanitari è riuscita a cavarsela.