Allarme nel porto di Voltri: trovati cibi che contengono il latte cinese

Duemila confezioni di prodotti confezionati con latte cinese, oltre che altrettante di medicinali e 300mila scatole di cosmetici di contrabbando. Sono le cifre dell’operazione «Make up» condotta in questi giorni dalla Guardia di Finanza di Genova che nel porto di Voltri ha sequestrato un’enorme quantità di merce illegale e per di più dannosa alla salute. Il dieci per cento dei cosmetici finiti nella rete della Finanza contengono «idrochinone», materiale altamente irritante e nocivo che trova impiego nella fotografia come rivelatore, mentre in dermatologia è utilizzato come depigmentante delle macchie della pelle del viso. L’impiego di tale sostanza a dosi elevate porta spesso a fenomeni irritativi e presenta il rischio di tossicità correlato all’uso prolungato.
Eterogenea la provenienza dei prodotti, a seconda delle caratteristiche tecniche: olii essenziali dall’Egitto, trucchi e smalti per unghie dalla Cina, creme sbiancanti da Nigeria e Ghana. Oltre ai cosmetici, nascosti dietro carichi di copertura costituiti da farine, arachidi, tappeti e mobili, sono stati rinvenuti e sequestrati 2000 esemplari di prodotti farmaceutici importati senza le previste autorizzazioni, 1200 bottiglie di prodotti alcolici e circa 2000 confezioni di preparazioni alimentari a base di latte, provenienti dalla Cina.
Le indagini svolte dai finanzieri genovesi hanno permesso di tracciare un quadro generale sul mercato clandestino di questi prodotti, composto da una fitta rete di persone titolari di imprese individuali con sede in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
Sono così stati denunciati un italiano residente in provincia di Treviso, una cittadina ghanese residente a Verona, un cittadino egiziano residente in provincia di Reggio Emilia ed un cittadino cinese residente a Milano.
La truffa commessa da queste persone è grave non soltanto perché questi prodotti evadono il sistema fiscale italiano provocando danni all’erario, ma di più ancora perché se la merce sfugge ai controlli disposti per legge non garantisce la tutela del consumatore finale che, in queste festività natalizie e a causa del periodo di forte recessione, potrebbe essere istintivamente attratto da un risparmio immediato, trovandosi a pagare un conto futuro ben più caro, mettendo a rischio la salute propria e delle persone a cui regala questi prodotti.