Allarme Ocse: "Recessione per tutto il 2009" Berlusconi contro la Cgil: "Errore lo sciopero"

E' la
recessione peggiore dagli anni '80. L'Ocse: &quot;Le famiglie dovranno tirare la cinghia&quot;. In due anni la disoccupazione tornerà all'8%. Berlusconi lancia <strong><a href="/a.pic1?ID=308712">il piano</a></strong> e attacca la Cgil: &quot;Lo sciopero è un errore&quot;. Epifani chiede una manovra da 23 miliardi in due anni

Parigi - L’Ocse vede nero anche per la crescita economica di Usa ed Eurolandia nel quarto trimestre. "La contrazione più forte dell’attività economica a fine anno si vedrà negli Stati Uniti - si legge nell’Economic Outlook - dove continuano a scendere i consumi, i redditi reali e i prezzi delle case". Quanto a Eurolandia, "il pil si è contratto sia nel secondo che nel terzo trimestre e probabilmente scenderà anche nel quarto". Ma il governo si prepara a varare una serie di interventi a sostegno delle imprese e delle famiglie per garantire la ripresa economica del Bel Paese. Il premier: "Pronti a stanziare 16,6 miliardi di euro per le infrastrutture".

L'allarme Ocse Gli economisti dell’Ocse prevedono che, nel 2009, sia gli usa che la zona euro registrino un Pil in calo nella prima metà dell’anno, con una ripresa "graduale" in Europa e "fiacca" negli Usa. Per il complesso dei 30 paesi dell’Ocse l’Outlook prevede una crescita dell’1,4% nel 2008, un calo dello 0,4% nel 2009 e un’espansione dell’1,5% nel 2010. "Con una persistente debolezza economica e una crescita anemica dei salari, la deflazione - si legge nell’Outlook - potrebbe tornare a metà del 2009". Le famiglie italiane "probabilmente resteranno caute" sui consumi e "la crescita dei consumi potrebbe non riprendere se non alla fine del 2009". Nell’Economic Outlook, si delinea poi un "forte aumento" della quota dei redditi destinata ai risparmi nel 2008. E si aspetta "un aumento della disoccupazione fino a tutto il 2009". A fronte di tutto questo l'Ocse invita l'Italia a non mettere a rischio i programmi di risanamento del governo i cui ambiziosi target di finanza pubblica "potrebbero non essere raggiunti". Dal risanamento dei conti, dice l’Ocse, "ci saranno benefici a lungo termine", ma anche "un maggior freno sull’attività economica nel breve periodo laddove un ulteriore rallentamento può produrre effetti opposti". Futuro nero per la disoccupazione in Italia: tra due anni è destinata a risalire all’8%. Passerà da una disoccupazione al 6,9% nel 2008 (6,8% secondo la previsione Ocse dell’anno scorso) al 7,8% nel 2009 (6,5%), sino a un picco dell’8% nel 2010.

La ricetta di Palazzo Chigi "Vi annuncio che al prossimo Cipe stanzieremo 16,600 miliardi di euro per le infrastrutture. Serve un nuovo piano infrastrutturale", ha annunciato il premier Silvio Berlusconi, intervenendo all’assemblea degli industriali di Roma. "Nel nostro precedente governo avevamo preventivato un piano da 125 milioni, oggi ne servono di più perchè pensate ad esempio ai trafori alpini dove il traffico su Tir è aumentato e questo ha una ricaduta sulle strade e sull’inquinamento", ha continuato il premier spiegando che il governo "metterà mano con un grande piano infrastrutturale". Quindi l'appello al mondo industriale e ai cittadini italiani: "L’ottimismo, il coraggio, la volontà e la speranza possono farci uscire e in fretta dalla crisi che domina da alcune settimane: se tutti mettessimo in campo lo stesso ottimismo, potremmo guardare con più sicurezza al futuro che ci aspetta". Questo perché, secondo Berlusconi, i sistema bancario italiano è "più saldo di quello di altri paesi europei": "Da noi nessuno ha chiesto l’intervento dello Stato. Anzi, se in America avessero preso prima le misure assunte negli ultimi tempi avrebbero evitato il fallimento della Lehman e di altre banche".

Consumi e ottimismo Primo invito del premier: "Con il nostro ottimismo sapremo portare fuori il Paese da questa congiuntura". Quindi, il secondo: "Tutte le misure a favore delle imprese e delle famiglie ad opera del governo non potranno risolvere la situazione: il segreto contro la crisi sta tutto nel creare un’atmosfera, nel mantenere gli stili di vita di prima e gli stessi livelli di consumo". Berlusconi rilancia con forza l’esigenza di evitare il panico. "Se non si mantiene la stessa volontà di consumare - prosegue - e i cittadini verranno presi dalla paura, e contraggono le loro spese, le imprese entrano in difficoltà e ci si avvita nella crisi". "Non ho mai visto nessun pessimista arrivare a conseguire dei buoni risultati", ha incalzato il premier ricordando alla platea che al governo c’è un imprenditore: "Questa è l’occasione di guardare avanti".

Errore della Cigl "È un errore loro". Risponde così il premier a chi gli chiede un commento sull’intenzione della Cgil di scioperare il 12 dicembre. Quanto al clima riscontrato nella platea degli industriali, il premier aggiunge: "Con loro c’è un buon clima".

La replica di Epifani "Non è uno sciopero a prescindere, è per ottenere qualcosa. Lo sciopero resta confermato, è già stato proclamato e non è stato disdetto". Questa la replica del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parlando della mobilitazione generale organizzata dalla confederazione per il 12 dicembre. "È corretto - ha aggiunto Epifani - aspettare le decisioni del consiglio dei ministri e confermo che, se le decisioni sono in coerenza con il cuore delle nostre proposte, ne trarremo riflessioni, altrimenti trarremo altre riflessioni". Questo, ha precisato Epifani, "è quello che fa un grande sindacato, che non si fa tirare per la giacca. Ci atterremo con trasparenza e rigore a queste scelte".

Una manovra da 23 miliardi "Una manovra pari allo 0,7% del pil per quest’anno e allo 0,7% per l’anno prossimo", una manovra "di circa 23 miliardi di euro in due anni". È la proposta avanzata dal segretario Cgil al governo per affrontare la crisi economica in atto. "È una manovra grossa - ha affermato Epifani - ma corrisponde a ciò che Gordon Brown sta proponendo per il suo Paese. Questa manovra, fatta parzialmente in disavanzo, da subito avrebbe un effetto benefico sui consumi, ridurrebbe gli effetti di abbassamento del Pil, e tra quattro anni avrebbe una sostanziale parità". Epifani ha quindi ribadito che di fronte a una crisi di tale portata sono necessari interventi straordinari. Con questa crisi in atto "o si dà sostegno alla domanda sui consumi e sui beni intermedi o la crisi è destinata evidentemente a galleggiare e a protrarsi nel tempo. C’è bisogno di intervenire e di restituire il fiscal drag pari a 13 miliardi di euro". Epifani ha inoltre ribadito la necessità di detassare la tredicesima a dicembre. "Sulla tredicesima il governo sta riflettendo" ha affermato Epifani, aggiungendo che "prima di venerdì il governo ci avrebbe fatto sapere".

Crolla la fiducia dei consumatori Scende nuovamente a novembre la fiducia dei consumatori. L'indice si attesta a 100,4 da 102,2 di ottobre, tornando in prossimità dei bassi valori dello scorso agosto. Lo rileva l’Isae, sottolineando che "a calare sono soprattutto le previsioni sul mercato del lavoro e le valutazioni sulla situazione economica del paese e della famiglia". Dal lato dei prezzi, si ridimensionano fortemente i giudizi sugli aumenti riscontrati negli ultimi 12 mesi e calano le previsioni per i prossimi 12. Guardando al dettaglio territoriale, la fiducia risulta in peggioramento nel Nord e nel Mezzogiorno mentre mostra segnali di ripresa nel Centro. Inoltre, l’indice relativo alle opinioni sulla situazione economica generale cala da 78 a 72,5 e quello relativo alle attese a breve termine si ridimensiona da 95,9 a 93,3. Le percezioni sul quadro corrente passano da 105,1 a 104,6; in controtendenza, migliora invece leggermente il quadro personale (da 112,3 a 113,7).