Allarme profughi: centomila in Lombardia?

La guerra civile in Libia, con mezzo Nord Africa sul punto di esplodere, significa migliaia di profughi in cerca di rifugio nei Paesi più vicini, Italia in particolar modo. Che per la Lombardia potrebbe tradursi nell’arrivo di 100mila persone, come teme Romano La Russa. Una prospettiva che ha indotto il governatore Roberto Formigoni a chiedere al Governo informazioni tempestive per essere in grado di affrontare efficacemente una simile ondata migratoria.
Lunedì il ministero degli Interni, senza però citare la crisi nordafricana, ha chiesto agli Enti locali la disponibilità di posti letto in strutture fisse. E la prima offerta è stata la caserma di viale Suzzani, fino a due anni fa sede del Terzo Bersaglieri, in grado di accogliere 150 persone. L’assessore provinciale alla Protezione Civile Stefano Bolognini ha attivato i suoi 3mila volontari, contando di mobilitare in sei ore 100 persone altamente qualificate. In preallarme anche la Regione, con la sua rete di tende, container e cucine da campo, anche se per problemi relativi a sicurezza (cioé la possibilità di sorvegliare gli ingressi) e condizioni atmosferiche, sarebbe l’ultima opzione.
Anche perché, secondo l’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa, la Lombardia potrebbe essere investita da un’ondata di 100mila profughi. «Un quarto degli stranieri regolari in Italia vive in Lombardia, ma il nostro territorio, e in particolare Milano, è il trampolino ideale per raggiungere Francia, Germania o Regno Unito. Pertanto se il ministro degli Esteri Franco Frattini prevede 300mila profughi in arrivo i Italia, fatte le proporzioni, 75 mila potrebbero rimanere nella nostra regione, anche attirati dalla presenza di comunità di loro connazionali già ben radicate sul territorio. Confermo la disponibilità di Regione Lombardia a elaborare e attuare, di concerto con il Governo, le necessarie contromisure per evitare che la Lombardia diventi terra di conquista. Ma soprattutto per scongiurare gravi conseguenze sociali e di ordine pubblico».
Una preoccupazione condivisa dal Governatore Roberto Formigoni che chiede al Governo «...di informarci su quanto sta succedendo, sulle previsioni e su come dovremo preparaci per affrontare la situazione. Frattini ha detto che la richiesta dell’Italia all’Unione Europea, non è di distribuire immigrati sul territorio europeo. Ma di attivare un serio meccanismo di ripartizione degli oneri economici, sociali e anche umani del flusso migratorio che l’Italia potrebbero subire. Questo meccanismo deve però avvenire anche all’interno del nostro Paese, informando noi governatori su quali sono le politiche che si intendono portare avanti per fronteggiare l’emergenza per Regioni come la Sicilia, in prima linea, ma anche come la Lombardia, punto di snodo per i paesi del Nord Europa e territorio attrattivo dal punto di vista della produttività interna e del lavoro».