Allarme rom, sul Naviglio la favela invisibile

Da San Cristoforo a Buccinasco decine di accampamenti. La Moioli: "La
famiglia del baby borseggiatore fermato in Centrale? Verrà espulsa". Roulotte, baracche, bivacchi per centinaia di nomadi in fuga dopo gli sgomberi. I residenti: "Ora abbiamo paura"

Vivono in casolari abbandonati perfettamente mimetizzati dai muri e dalla vegetazione lungo il Naviglio grande, nel tratto compreso fra la chiesa di San Cristoforo e Corsico. Sono i rom sgomberati dai campi maggiori della città. Hanno creato una favela «invisibile» che si estende fino a lambire via Gonin, Lorenteggio e viale Cassala. Strade percorse ogni giorno da decine di migliaia di automobilisti che ignorano la presenza della baraccopoli. I residenti della zona cominciano, però, ad avere paura. Troppo frequenti, spiegano, sono gli episodi di violenza e prepotenza.
«Siamo preoccupati - dice il parroco di San Cristoforo -, anche la chiesa è stata presa di mira». Intanto, sembra che il giovane rom fermato dopo la sassaiola contro i carabinieri in stazione Centrale viva nel campo di via Barzaghi. «Se il patto è stato davvero infranto - promette l’assessore ai Servizi sociali, Mariolina Moioli -, il ragazzo andrà via con la famiglia».