Allarme rosso: fattura petrolifera verso 32 miliardi

da Roma

Con un greggio sui 99 dollari (Brent) per il resto dell’anno e un cambio del biglietto verde sui livelli attuali (1,5), anche considerando un calo dei consumi in linea con quello del 2007 (meno 3,3%), quest’anno si registrerebbe - spiegano esperti petroliferi - una fattura petrolifera a circa 32 miliardi. Conti meno salati, ma sempre altissimi, anche ipotizzando un leggero ripiegamento delle quotazioni dell’oro nero che, nel caso di un livello sui 95 dollari, raggiungerebbero i 31 miliardi.
Per quest’anno, dunque, si profila una bolletta più cara di «4-6 miliardi» rispetto ai 26,3 del 2007, fanno notare le stesse fonti precisando che la previsione è già attenuata dal supereuro. Con un cambio su 1,5 dollari per un euro - come l’attuale - si scontano infatti circa 3 miliardi: senza il supereuro si rischierebbe cioè di spendere nel 2008 tra i 7 e i 9 miliardi in più del 2007. Sui conti dell’azienda Italia è quindi allarme rosso sul fronte energetico: un aumento della fattura petrolifera sui 6 miliardi spinge in alto l’intera bolletta energetica, i costi cioè sostenuti per l’acquisto dall’estero di tutte le fonti, innescando una corsa al rialzo di tutti i prodotti, con rischi di forti ricadute anche sul caro-vita. E, in questa direzione, i segnali sono già arrivati. A cominciare da quelli sulle tasche degli automobilisti che hanno visto negli ultimi giorni i prezzi di benzina e diesel prendere il volo. Un pieno di un’auto media a gasolio, solo a febbraio è lievitato di 3 euro e di oltre 2 euro se la vettura è a benzina.
L’Opec, intanto, si riunirà mercoledì a Vienna per decidere quale strategia adottare allo scopo di garantire la stabilità del mercato petrolifero. Probabilmente si opterà per lasciare invariate le quote di produzione.