Allarme rosso-verde: c’è chi vuol bloccare la Gronda

(...) minacciando l’immediata uscita dalle maggioranze che pure appoggiano al momento delle elezioni e che solitamente appoggiano anche al momento delle elezioni successive.
Insomma, sono portato a diffidare naturalmente di tutte queste proteste. E mi infurio regolarmente quando qualche esponente del centrodestra - pensando di guadagnare voti fra gli aderenti a questi comitati, voti che peraltro non arrivano mai - appoggia queste rivendicazioni. Insomma, non basta che qualcuno dica «Abbasso la Vincenzi!» perchè automaticamente quel qualcuno faccia delle mosse politicamente serie. Anzi, se devo dirla tutta, in questa storia il comportamento della Vincenzi è difficilmente contestabile e anzi apprezzabile. Mentre altrettanto non si può dire di quelli come l’assessore Mario Margini che - di fronte alle proteste - hanno già detto che ci si può ripensare e che il Dibattito Pubblico, iniziativa assolutamente positiva, non è un totem.
Non è facendo tatticucce quotidiane che si fanno strategie di ampio respiro. E qui sta la capacità di un politico vero. Nel non cavalcare tutte le proteste tanto per cavalcarle. Vale per il garantismo e vale per le infrastrutture. Il modello che proponiamo agli esponenti del centrodestra innamorati della piazza e delle piazzate (fortunatamente sempre meno) è quello di Silvio Berlusconi: in più occasioni, avrebbe potuto cavalcare inchieste giudiziarie su esponenti del Pd o proteste di ali estreme ed estremiste che contestavano i «moderati» del centrosinistra su opere pubbliche e dintorni. E invece Berlusconi ha ragionato da statista, non guardando all’interesse immediato o a dieci preferenze, ma a un progetto di governo e di sviluppo per l’Italia.
Poi, certo, è chiaro che alcune delle richieste di coloro che si oppongono alla Gronda vanno considerate. E che occorre mettere la massima attenzione alle garanzie per la salute durante i lavori, così come a un equo indennizzo per i proprietari di casa che verranno espropriati dei loro immobili per far passare l’autostrada. Il modello potrebbe essere quello degli abitanti delle strade dove è andato il nuovo mercato ortofrutticolo di Bolzaneto, che hanno avuto case nuove, più belle, più vivibili e con più verde in via Colano. Basta parlarsi, basta capirsi, basta non cedere a chi fa del terrorismo psicologico. Ai teorici del tanto peggio, tanto meglio.
Il Dibattito Pubblico serve proprio a questo. Neutralizzarlo o disinnescarlo con manovrine di piccolo cabotaggio non offrirebbe margini (con la minuscola, ma è indifferente) allo sviluppo della città. E stare qui a raccontare la storia della Voltri-Rivarolo vent’anni dopo sarebbe la peggiore sconfitta per la città.