Un allarme satellitare per salvare i tassisti da furti e aggressioni

Un pulsante fa partire una telefonata al centralino dei carabinieri

Mai più aggressioni a tassisti a Genova. È quanto si spera grazie a un nuovo sistema di sicurezza che sfrutta il canale telefonico sicuro europeo 112 e la tecnologia satellitare, unico in Italia, studiato dalla facoltà di ingegneria di Genova per le esigenze di tutela dei tassisti dalle aggressioni. Il dispositivo è stato presentato al comando provinciale dei carabinieri di Genova, con la partecipazione del comandante regionale della Liguria, il generale Alessandro Tornabene e del prefetto di Genova Giuseppe Romano. Il sistema, già sperimentato, e tra qualche giorno in uso sulle auto che fanno capo alla Cotage, una cooperativa genovese di 30 tassisti che l'hanno finanziato con risorse proprie, prevede attraverso l'attivazione di un pulsante, anche con un telecomando, una doppia notifica di emergenza, sia con una chiamata pre-registrata sul canale 112 alla centrale operativa dei carabinieri competente sul territorio in cui il veicolo si trova in circolazione in quel momento, sia con una e-mail diretta al terminale della centrale operativa del comando provinciale di Genova.
Nel messaggio vocale oltre alla richiesta di aiuto, si specificano il modello dell'auto, il numero di targa ed il numero di licenza. Ma oltre a questo, l'operatore della centrale dei carabinieri viene messo nelle condizioni di poter ascoltare quanto avviene all'interno dell'abitacolo, in modo da poter condurre un'operazione mirata nell'intervento delle pattuglie. Al tempo stesso, l'e-mail, oltre a contenere i dati dell'auto e dello stesso conducente, permette, attraverso una tecnologia satellitare, la localizzazione in tempo reale, aggiornata ogni 15 secondi (ma regolabile a seconda delle esigenze), del taxi, la sua velocità o addirittura se la chiave del mezzo sia stata sfilata dal quadro di accensione. Il dispositivo, che si attiva anche in caso di un urto violento - è stato spiegato - ha la sua efficacia anche fuori provincia. I tassisti della Cotage, che rappresentano una piccola realtà a Genova (dove sono circa 860 in tutto le auto pubbliche), hanno deciso di finanziare ed adottare il sistema di sicurezza dopo l'assassinio del collega Alessandro Garaventa ucciso nel 2004 da un suo cliente.