Allarme sicurezza Gazebo, firme e cortei: la città va in piazza

Le iniziative della Cdl nel fine settimana e a dicembre mega manifestazione. La Lega: «Frontiere chiuse cinque anni»

Dopo la notte dell’orrore, Milano scende in piazza per chiedere più sicurezza. Manifestazioni già annunciate e iniziative dell’ultima ora per urlare la rabbia di una città che non si sente più sicura. E chiedere ancora una volta al governo più forze dell’ordine e soprattutto leggi per affrontare l’emergenza. «Servono decreti urgenti», tuona il sindaco Letizia Moratti mentre la sua lista prosegue la raccolta di firme. E la Lega Nord annuncia per il fine settimana gazebo in tutta la Lombardia per sottoscrivere documenti contro la criminalità e l’immigrazione. «Frontiere chiuse per cinque anni», la parola d’ordine del capogruppo Matteo Salvini che per il 16 dicembre annuncia una grande manifestazione in piazza Duomo con almeno 500mila persone. «La gente chiede sicurezza - spiega il segretario della Lega lombarda Giancarlo Giorgetti - purtroppo l’unica risposta del governo è il lassismo». Per l’assessore regionale Davide Boni «abbiamo raggiunto il livello di saturazione, importiamo malviventi e non riusciamo a espellerli». Il vicesindaco Riccardo De Corato chiede una task force: «È necessario che i 130 carabinieri arrivati in luglio, i 214 poliziotti e i 95 uomini della Guardia di finanza siano più visibili con pattugliamenti a piedi nelle periferie e nei quartieri più a rischio».
Polemico il neosegretario regionale del Pd Maurizio Martina. «Invece di strumentalizzare o di raccoglire firme che hanno il sapore della propaganda - sottolinea - la Cdl farebbe bene a interrogarsi su come trovare soluzioni efficaci. Governo e istituzioni locali devono collaborare». La replica più decisa arriva dall’assessore Tiziana Maiolo. «La diretta conseguenza dell’imbroglio del pacchetto sicurezza del governo è che i delinquenti possono fare ciò che vogliono. Con l’ulteriore comodità, offerta dal presidente del Consiglio Romano Prodi, delle frontiere aperte all’immigrazione selvaggia». Preoccupato Filippo Penati. «L’ennesimo atto - le parole del presidente della Provincia - di un’escalation: furti d’appartamento e reati contro la persona registrano un’impennata. Serve controllo del territorio, ma anche che chi commette reati una volta preso venga condannato. E che questa condanna poi venga scontata». Di «enorme problema di sicurezza nelle nostre città» parla anche Roberto Formigoni. «Soltanto la miopia e l’accecamento di precise parti politiche riesce a non vederlo - stigmatizza il governatore -. Il governo si decida a varare provvedimenti all’altezza di una situazione così grave e resi inefficaci dal compromesso al ribasso con l’estremismo di sinistra. Oggi il cittadino si sente indifeso, mentre chi delinque sempre più spesso di sente sicuro dell’impunità».
«Quello della sicurezza - ricorda Mariastella Gelmini - è un tema sul quale la politica si deve interrogare. E soprattutto trovare soluzioni bipartisan. Il governo inserisca nella Finanziaria le risorse per affrontare l’emergenza». Durissima Elisabetta Gardini, portavoce di Fi. «L’Italia è ormai terra di saccheggio per bande, questo governo se ne deve andare».