Allarme sicurezza nei parchi: abbandonati e senza controlli

De Lillo e Vannini (Fi): «A villa Carpegna presidi di polizia, punti di ristoro e un centro per gli anziani»

I parchi della Capitale, punti di ritrovo per bambini e genitori, spazi verdi dove si trascorrono ore liete in compagnia di parenti ed amici sono a rischio sicurezza. L’allarme arriva oggi, a qualche giorno dal ritrovamento nel parco di villa Carpegna di un cadavere carbonizzato. I numerosi episodi di violenza, le strutture pericolanti, il degrado sociale che coinvolge alcune ville della città, hanno condotto in piazza i cittadini per una manifestazione organizzata da Forza Italia, Udc e Alleanza nazionale. Il parco Don Alberione, in via Giustiniano Imperatore, nell’XI Municipio, è stato restituito ai cittadini a fine gennaio, ma in realtà non è ancora in sicurezza. «Non è possibile - dice Davide Bordoni, consigliere comunale di Fi - privare i romani per cinque anni di uno spazio verde». Il cantiere, aperto nel 2000, ha visto la nascita di ben 70 posti auto che poi sono diventati 132 e che sono stati realizzati proprio sotto l’area verde. «Da quel giorno il parco è stato snaturato e non è ancora in sicurezza». Queste le parole di Simone Foglio, consigliere municipale di Forza Italia. Il parco Don Alberione tutt’oggi non prevede i giochi per i bambini promessi nel progetto e - dice ancora Foglio - «gli oneri concessori della vendita dei box arrivati al municipio non sono stati mai utilizzati per sistemare la carreggiata centrale di via Giustiniano Imperatore». Insomma una situazione insostenibile. Anche villa Carpegna non gode di buona salute. Il cadavere ritrovato giorni addietro ha scosso i cittadini del XVIII Municipio e non sono servite le numerose lamentele degli abitanti del quartiere a smuovere l’amministrazione comunale. Ieri, Stefano De Lillo, consigliere regionale di Forza Italia, assieme a Fabio De Lillo, consigliere comunale di Fi, hanno organizzato una raccolta di firme incontrando i residenti della zona all’ingresso di villa Carpegna. I cittadini chiedono un presidio fisso della polizia municipale che possa pattugliare meglio tutta la villa, ma anche l’apertura di un punto di ristoro e di un centro per anziani. «la villa ha bisogno di un risanamento straordinario, sono mesi che chiediamo un nuovo consiglio municipale sulla sicurezza, ma - prosegue Vannini - la maggioranza continua a rinviare». Le proposte per un risanamento funzionale sono molte ma il Comune «nicchia». Una maggiore tutela potrebbe giungere da un’eventuale bonifica delle zone occupate dagli extracomunitari. Un’annosa questione quella dei campi nomadi che spesso vengono sistemati nelle zone verdi della Capitale, portando un aumentano di scippi, furti e violenze. Se la villa fosse frequentata esclusivamente dagli abitanti del quartiere, si risolverebbero già molti problemi. Qualche tempo fa, monte antenne, nei pressi di villa Ada, è stato ripulito e restituito ai romani; oggi è tra le zone verdi più frequentate dai cittadini e punto di incontro «civile» di mille culture (lo dimostra la presenza della Moschea).