«Allarme strupri, subito il decreto legge»

(...) E quindi il più velocemente possibile e soprattutto ispirandosi alla certezza delle pene, al loro inasprimento per i recidivi e per i reati di microcriminalità. Ben chiara la lista degli interventi da presentare a Maroni. «No a sconti per chi torna a delinquere e un aggravamento delle sanzioni per quei reati considerati minori, ma che colpiscono le fasce più deboli, come le truffe agli anziani, lo sfruttamento dei minori e la violenza sulle donne». Da introdurre anche «il processo per direttissima in caso di flagranza di reato». Ma il sindaco chiederà anche al governo «una presa di posizione seria» sul fatto che in materia di droga, dopo la sentenza della Corte di cassazione del 5 maggio 2008, non ci sia più distinzione tra spaccio e consumo. Tra le proposte da sottoporre al ministro Maroni nell’ambito del «pacchetto sicurezza», anche l’applicazione della direttiva europea che prevede l’espulsione dei cittadini comunitari che non hanno possibilità di dimostrare di avere residenza e soprattutto mezzi di sussistenza per rimanere nel territorio.
«Che a colpire - sottolinea De Corato commentando gli ultimi stupri - siano ancora una volta immigrati contro connazionali, testimonia come incida pesantemente la criminalità straniera sui numeri delle violenze a Milano. E come in alcune comunità straniere manchi il rispetto delle regole e della vita umana. Contro gli stupri il Comune ha espresso una posizione ferma chiedendo la rapida approvazione del disegno di legge Pollastrini-Mastella, il processo per direttissima e l’esplicita possibilità per i Comuni di costituirsi parte civile. Nel pacchetto Maroni è previsto l’inasprimento delle pene contro gli stupratori e l’esclusione dei benefici di legge per chi commette tali reati. Un giusto messaggio di fermezza contro gli stupri e tutti i reati di allarme sociale che arriva dal nuovo governo e che speriamo diventi legge al più presto. Affinché, dopo essere stati assicurati alla giustizia, questi criminali non godano di sconti e riduzioni di pena. Così come speriamo accada per il romeno che lo scorso 9 ottobre aggredì l’insegnante italiana e che oggi è stato rinviato a giudizio dal pm Silvia Perrucci».