Allarme UE, fallita salvaguardia biodiversità

La Commissione europea inaugura l'anno internazionale della biodiversità e presenta le possibili alternative per fermare la progressiva estinzione delle specie

Bruxelles lancia l'allarme: l'Europa non riuscirà a realizzare gli obiettivi di salvaguardia della biodiversità che si era data negli ultimi 10 anni. A rischio è il capitale naturale europeo e del pianeta costituito dai diversi ecosistemi, dalla ricchezza delle specie e dei geni che forniscono all'uomo alimenti, assorbono il carbonio pulendo l'aria e regolano il flusso delle acque. Così, inaugurando l'anno internazionale della biodiversità, la Commissione europea ha presentato le possibili alternative per fermare il degrado allarmante del polmone del mondo. "Abbiamo bisogno di una nuova visione strategica e di nuovi traguardi" lancia il commissario all'ambiente Stavros Dimas. Bruxelles infatti ammette: "Nonostante gli sforzi compiuti finora le specie continuano ad estinguersi ad un ritmo allarmante".

Ecco gli ultimi dati: nel pianeta la percentuale di perdita delle specie è da 100 a 1000 volte più alta del normale. Oltre un terzo delle specie controllate sono in pericolo di estinzione e si stima che il 60% dei servizi dipendenti dagli ecosistemi abbiano subito un degrado negli ultimi 50 anni. In Europa, in particolare, i dati relativi all'habitat mostrano "che solo il 17% ha avuto una condizione favorevole di conservazione". Maggior rischio corrono i pascoli, le aree umide e i litorali. Allarmante anche la perdita di biodiversità marina. Chi è responsabile? In primo luogo l'attività umana, con il cambiamento della destinazione d'uso dei terreni, le pratiche non sostenibili, l'inquinamento e l'introduzione di specie invasive, che portano alla distruzione, alla frammentazione e al degrado degli habitat e delle specie. Anche il cambiamento climatico è un fattore determinante.

Ai ministri la Commissione europea chiede su quale livello di ambizione intendono puntare al 2020 per lottare contro la perdita di biodiversità. Quattro le opzioni: "Rallentare" in maniera significativa il ritmo della perdita; "arrestare" il degrado in modo netto il degrado; o ancora bloccare la perdita di biodiversità ma anche ripristinarla nella misura del possibile. Il livello di ambizione più elevato è quello di aggiungere agli impegni precedenti "l'aumento del contributo europeo alla prevenzione a livello mondiale". La parola passa agli esperti che si riuniranno a Madrid il 26 e 27 gennaio, poi al Consiglio dei ministri dell'ambiente dell'Ue.