Allarme Ue sull’auto in panne Sì ai piani, no al protezionismo

Davanti al «brusco e uniforme calo della domanda per auto e veicoli commerciali sia nell’Unione europea che nel mondo», la Commissione europea si prepara a presentare una nuova comunicazione sulla risposta da dare all’emergenza del settore, e le previsioni «non sono incoraggianti». Nel documento che verrà presentato oggi, anticipato dall’agenzia Apcom, l’esecutivo Ue parla di «diversi scenari» che suggeriscono un ulteriore calo del mercato dell’auto «tra il 12% e il 18%», pari a circa 1,5-2,5 milioni di veicoli, mentre «l’industria si attende la domanda di veicoli commerciali in calo del 30% circa». Bruxelles stima «la sovrapproduzione media in Europa a circa il 20%».
Ripristinare la disponibilità di credito, aiutare i consumatori a rinnovare le proprie auto, minimizzare i costi sociali della crisi del settore: queste le principali «ricette» contenute nella comunicazione che sarà presentata oggi dal commissario per l’Industria, Guenter Verheugen, e dal numero uno dell’Antitrust, Neelie Kroes. Bruxelles sottolinea che la questione «dovrebbe essere affrontata anzitutto attraverso misure di sostegno al settore finanziario sia a livello europeo, sia degli Stati membri».
Sul fronte del sostegno al rinnovo delle auto da parte dei consumatori, Bruxelles ribadisce la sua approvazione di principio all’idea di promuovere la rottamazione, già attuata da sette Stati (oltre all’Italia, da Austria, Francia, Germania, Portogallo, Romania e Spagna), anche se ovviamente sta studiando nel dettaglio ogni caso, con dubbi nei confronti di Italia e Francia. La commissione è preoccupata per il ritorno del protezionismo nell’economia europea, e per questo chiede che i piani non siano «discriminatori - si legge nel testo - per quanto riguarda l’origine dei prodotti»: in particolare, «dovrebbero evitare di favorire solo la vendita di veicoli di produttori interni», né «dovrebbero includere caratteristiche che possano discriminare contro auto simili di altri Stati membri».
Quanto all’aspetto sociale, la Commissione non fornisce cifre sul possibile impatto. Tuttavia sottolinea che «l’occupazione nel settore automobilistico è una preoccupazione molto seria e merita piena attenzione politica». Bruxelles ricorda che «possono essere mobilitati vari fondi Ue e strumenti politici per sostenere il costo sociale dell’adattamento».
E nelle stesse ore, nel corso del vertice italo-francese, il presidente Nicolas Sarkozy ha auspicato una voce unica in Europa per affrontare la crisi economica e quella specifica relativa al settore automobilistico. «È quello che abbiamo sempre ribadito. Siamo allineati», ha commentato John Elkann, vicepresidente Fiat e coordinatore del Foro permanente Italia-Francia.