Allarme valanghe, in Savoia morti tre sciatori

Escursionista di 50 anni disperso da ieri sera sui monti del Lecchese

Nevica in montagna. E con la neve il pericolo valanghe cresce. Tre sciatori - due dei quali praticavano il fuori pista - sono morti ieri in tre distinte valanghe che si sono staccate in Savoia, al di sopra della stazione di Villaroger, a Tignes e a Val d'Isère. Anche sulle Dolomiti venete il rischio cadute valanghe è «forte» di grado quattro. La pericolosità è leggermente inferiore, grado tre «marcato» su una scala che giunge a cinque valori, nelle prealpi. Il dato è stato rilevato dall’Agenzia regionale per l'ambiente del Veneto che sottolinea come potranno verificarsi distacchi spontanei di valanghe di neve. Inoltre a causa dei venti moderati e delle recenti ulteriori precipitazioni - secondo l'Arpav - potranno formarsi ulteriori accumuli, per cui, si potranno avere distacchi provocati localmente anche con debole sovraccarico. È sconsigliato quindi lo sci fuoripista e prudenza è consigliata anche per chi si dedica all'escursionismo invernale.
In Piemonte invece la neve sta cadendo sui siti e nelle valli olimpiche. E permane da parte del servizio Meteomont del comando Truppe Alpine l'allarme, per la caduta di slavine e valanghe, di grado 3 -marcato su una scala sino a 5.
Intanto da ieri sera un escursionista cinquantenne risulta ufficialmente disperso sulla Grignetta, una delle montagne più note della provincia di Lecco. L'uomo, residente in un comune vicino al Lecchese, nonostante le abbondanti nevicate degli ultimi giorni e il rischio di valanghe, si era avventurato sui monti con un cane. L'allarme è stato lanciato in serata dal figlio, preoccupato per il mancato rientro del genitore. In queste ore decine di uomini del Soccorso alpino e volontari sono impegnati nelle ricerche in quota. L'auto dell'uomo è stata trovata ai Piani dei Resinelli, da dove il cinquantenne avrebbe iniziato l'escursione. In tutta la zona le battute sono ostacolate dal buio e dall'abbondante presenza di neve.