Allarme voto nullo Finalmente si muove anche il Viminale

Polemica sulle schede, parte il manifesto anti brogli. Ma lo spot è sbagliato. Il Cavaliere: normografo per evitare errori

da Roma

Se non è un’ammissione di colpa poco ci manca. Il ministero dell’Interno ha stilato il vademecum per le elezioni 2008 ad uso dei cittadini, predisposto un manifesto, e realizzato dei video per le televisioni. La normale informazione elettorale, insomma. Solo che quest’anno ha l’intento, non dichiarato ma evidente, di prevenire i potenziali disastri delle schede-pasticcio. I problemi sono quelli noti: coalizioni affiancate e simboli dei partiti dello stesso raggruppamento pericolosamente vicini.
La possibilità di ristamparne una versione più comprensibile è stata definitivamente scartata, con buona pace delle pressioni politiche del centrodestra e di un bel pezzo di sinistra. Lo stesso candidato premier del Popolo della libertà Silvio Berlusconi ha archiviato questa possibilità: «La scheda resterà così com’è e voteremo con la situazione attuale. Scandaloso è quello che ha fatto Amato, non quello che abbiamo proposto noi». Il centrodestra punterà su una soluzione di emergenza, illustrata dallo stesso Berlusconi ai «difensori del voto» in Liguria: un normografo elettorale. In altre parole una placchetta di plastica con incisa la croce su misura del simbolo «per guidare la matita ed evitare errori» soprattutto per i più anziani. Un modo, ha spiegato, per evitare che la notte degli spogli si trasformi «nella ennesima notte dei brogli».
Proprio mentre uscivano le dichiarazioni al vetriolo del Cavaliere contro Amato, il Viminale rendeva noto quello che anche i sostenitori della ristampa consideravano già il «piano b», cioè una campagna di informazione su come si vota. Manifesti affissi all’ingresso del seggio riporteranno a caratteri cubitali la frase «Un solo segno su un solo simbolo. Su queste schede nessun nome né altre indicazioni». I dettagli sono rinviati alla sezione «Come si vota» del vademecum e a un video. Nelle istruzioni scritte in evidenza proprio la parte che riguarda i simboli vicini. Prima le istruzioni: «È importante ricordare che, anche nel caso di liste collegate in coalizione, il segno va sempre posto solo sul contrassegno della lista che si vuole votare e non sull’intera coalizione». Poi un messaggio a presidenti di seggio e scrutatori: «Se il segno invade altri simboli il voto viene comunque assegnato, si intende infatti riferito al contrassegno su cui insiste la parte prevalente del segno stesso». In sintesi: le schede con il segno fatto con la matita che sconfina oltre i limiti del simbolo non potranno essere annullate. L’importante è che sia chiara l’intenzione dell’elettore. Un concetto che sarà rafforzato con la circolare del ministero destinata ai responsabili dei seggi, che dovrebbe essere pronta per domani. Ma il criterio previsto dalla legge e ricordato nel vademecum potrebbe non bastare. Per questo dal centrodestra è arrivato l’invito al Viminale a precisare meglio. Magari dicendo ai presidenti dei seggi e agli scrutatori che a fare fede deve essere il centro della croce. «Il concetto della prevalenza è discrezionale mentre l’intersezione è un solo punto e non ci possono essere dubbi», spiega l’avvocato Ignazio Abrignani, dell’ufficio tecnico elettorale di Forza Italia.
Della campagna informativa fanno parte anche dei video. Ma alcune immagini possono indurre in errore. Una scheda mostrata all’inizio ha i simboli in colonna, mentre nelle schede predisposte sono disposti orizzontalmente. Solo alla fine si riproduce il caso classico dei due loghi affiancati e si spiega che la croce non va tracciata al centro. Un po’ poco per evitare che si tramuti in realtà l’incubo di Pd e Pdl: una valanga di voti nulli.