Allarmi a vuoto, 112 intasato È falsa un’emergenza su due

Una chiamata di soccorso su due è fasulla. I centralinisti del servizio 112 ricevono spesso e volentieri falsi allarmi. E, a sorpresa, dall’altra parte del ricevitore c’è quasi sempre un bambino. Proprio così: per noia, per gioco, per scherzo, sono sempre di più i ragazzini che si divertono a chiamare ambulanze e auto della polizia con il cellulare dei genitori.
«Capita che un bambino faccia anche dieci chiamate in pochi minuti» spiega Alberto Zoli, direttore dell’agenzia regionale emergenza urgenza Areu. Il giochetto di fatto impalla il sistema di emergenza e fa perdere tempo agli operatori. Ma con i nuovi sistemi di filtro, le telefonate vengono passate al vaglio nel giro di pochi secondi e quelle finte vengono scremate velocemente. Idem i doppioni: cioè le richieste di intervento per lo stesso incidente. L’esperimento ha funzionato bene a Varese dove, su 450mila richieste di soccorso in un anno ben 243mila non erano «appropriate» e sono state stoppate dai centralinisti.
Ora il servizio 112 verrà esteso nelle province di Brescia e Milano. E, nel giro di un anno mezzo, sarà attivo in tutta la Lombardia. I vantaggi? Tempi di intervento più brevi e un servizio uniforme in tutta la Lombardia, senza più zone d’ombra dove gli interventi con i mezzi di soccorso sono difficili o vengono rallentati dal traffico.
La Regione Lombardia e Areu si stanno organizzando per gestire al meglio la rete. Aumentano gli investimenti: oltre agli attuali 188 milioni di euro all’anno, ci sarà un finanziamento aggiuntivo di 10 milioni nel 2012 e di 3 milioni nel 2013. Saranno interessati 2.400 tra medici e infermieri, oltre 40mila dipendenti e volontari dei cosiddetti soggetti sussidiari (ad esempio Croce Rossa e Anpas) e 400 ambulanze. Ci saranno corsi di formazione per istruire il personale infermieristico dei cosiddetti mezzi di soccorso medio.
«Oltre alla banda larga - spiega l’assessore lombardo alla Sanità Luciano Bresciani - avremo anche bisogno di un servizio satellitare per abbreviare ulteriormente i tempi di intervento». Con il nuovo sistema si potranno prevenire casi come il black out di parecchie ore che l’anno scorso ha colpito alcune zone bloccando le richieste di soccorso. Oppure incidenti come l’incendio che nel 2004 mandò in tilt la centrale operativa di Lecco. Il nuovo 112 devierà le telefonate e non farà mancare risposte nemmeno per un minuto.
«La sperimentazione di Varese - aggiunge Bresciani - ha salvato l’Italia intera da un botto economico che sarebbe stato davvero pesante». Il riferimento è alla sanzione comminata al nostro Paese per nel 2009, pari a 40 milioni di euro, per non avere all’epoca implementato il Numero Unico. Sanzione che, grazie alla sperimentazione di Varese, è stata archiviata.
«Verrà ridefinita la mappa delle centrali operative - spiega Zoli - e contiamo di averne una ogni milione e mezzo di abitanti». Insomma, dopo la firma dell’intesa tra la regione Lombardia e il ministro dll’Interno Roberto Maroni, si passa alla fase operativa per mettere in piedi la nuova struttura e fare in modo che il servizio di sos sia sempre più efficiente.