Allarmisti beffati, primavera più fredda

Una fondamentale caratteristica del metodo scientifico è che quando una nuova congettura viene avanzata - magari ardita e in seguito ad una singola osservazione estemporanea di uno scienziato più coraggioso degli altri - essa, se contiene elementi di verità, si afferma sempre di più a mano a mano che viene indagata. Orbene, più si indaga, più la congettura del (riscaldamento globale antropogenico, avanzata circa un secolo fa e nel tempo riproposta, si dimostra essere sonoramente fasulla: i gas-serra immessi dall'uomo non hanno influenza alcuna sulle temperature del pianeta. Ne abbiamo le prove. Definitive.
Premettiamo che condizione necessaria affinché vi sia una relazione di causa-effetto tra due azioni, è che la presunta causa deve precedere l'effetto. La condizione non è però sufficiente e non bisogna mai cadere nell'errore logico del «post hoc ergo propter hoc»: il sole sorge dopo che il gallo ha cantato, ma non è il gallo a far sorgere il sole.
L'attuale riscaldamento globale cominciò nel 1700 quando l'industrializzazione era assente e mezzo miliardo gli abitanti nel mondo. Continuò fino al 1940, a dispetto del fatto che dopo il 1929, in seguito alla grande depressione, ci si sarebbe atteso un arresto negli aumenti delle temperature. Si interruppe, anzi ci fu un rinfrescamento globale, per 35 anni, in pieno boom industriale e demografico. Riprese quindi il pianeta a riscaldarsi a metà degli anni Settanta (proprio in concomitanza di un'altra recessione) e continuò a farlo fino al 1998, tanto da far gridare i mercanti di terrore in servizio permanente effettivo all'allarme: «Il 1998 è stato l'anno più caldo del secolo!», strillavano. A parte il fatto che il secondo più caldo fu il 1934 (due centesimi di grado di meno), la cosa interessante è che proprio dal 1998 il pianeta ha smesso di riscaldarsi, a dispetto del fatto che le emissioni non sono diminuite. Insomma, abbiamo un gallo che canta dopo che è sorto il sole: il riscaldamento attribuito all'uomo è occorso nei tempi sbagliati.
Ma anche nei luoghi sbagliati, visto che quella congettura vorrebbe a 10 km sopra le nostre teste un riscaldamento triplo rispetto a quello osservato a terra, mentre le misure satellitari registrano, lassù nella troposfera, addirittura un rinfrescamento. Cosa è, allora, che fa variare le temperature del pianeta? Premesso che la scienza del clima è ancora alla sua infanzia, la risposta più accreditata è: il sole.
Franco Battaglia