Alle auto che inquinano restano 2 anni di vita

Sanzioni fino a diecimila euro per chi alimenta gli impianti di riscaldamento con olio combustibile

Maria Sorbi

Dimezzare l'inquinamento in cinque anni. L'obbiettivo della legge sulla qualità dell'aria, votata ieri dal Consiglio regionale lombardo, è ambizioso. Per raggiungerlo si mettono in campo misure serrate che superano la filosofia delle domeniche a piedi, accantonano definitivamente le targhe alterne e puntano su un fitto calendario di divieti. Dal 1° ottobre 2007 non potranno più circolare le auto non catalitiche (né diesel né a benzina), mentre già da luglio saranno fuori gioco gli autobus più inquinanti e le due ruote a due tempi non catalizzate. Il divieto di circolazione per i diesel, Euro 1 compresi, scatta dal primo ottobre 2008. Chi se ne andrà in giro con un'auto non catalitica dal prossimo anno rischierà una multa fino a 450 euro. E se rifarà lo stesso errore, dovrà pagare una multa raddoppiata. Per chi non effettuerà le verifiche dei gas di scarico dell'auto la stangata sarà di 300 euro. Saranno più frequenti anche i controlli della polizia locale: la nuova legge infatti impone ai Comuni di dotarsi delle apparecchiature necessarie per le verifiche. Per facilitare gli accertamenti, le auto dovranno esporre un adesivo che ne indica la categoria (euro 0, euro 2, euro 3). Sanzioni tra i cinquemila e i diecimila euro per chi userà olio pesante, vietato, per alimentare la caldaia.
Escluse dai divieti di circolazione sono solo le auto storiche e, grazie all'approvazione di due emendamenti di An e Margherita, anche le moto a quattro tempi e le macchine agricole. La legge anti smog prevede un forte potenziamento dei mezzi pubblici, condiviso anche dai verdi e dall'Unione, che tuttavia lamentano la mancanza di finanziamenti nel bilancio regionale per attuare i programmi previsti. Il centrosinistra chiede quindi di inserire nei documenti di bilancio e di previsione 2007 gli stanziamenti necessari che «vanno ben oltre i 26 milioni di euro di cui si parla oggi».
Nel provvedimento si parla anche di ticket di ingresso, anche se il termine non viene utilizzato esplicitamente: si prevede infatti «la possibilità di regolare l'accesso ai centri urbani privilegiando i veicoli a basso impatto ambientale e adattando bus, metrò e treni a seguito delle misure di limitazione al traffico dei veicoli». «La riduzione dell'inquinamento atmosferico - spiega il relatore della legge, Ennio Moretti (Lega) - e la tutela della qualità dell'aria sono obiettivi regionali prioritari». Secondo il presidente della commissione Ambiente, Stefano Maullu (Fi), la legge «è all'avanguardia ed è l'architrave su cui Formigoni lancia una nuova politica di lotta allo smog». Carlo Monguzzi, capogruppo dei verdi, si augura che il provvedimento «non faccia la stessa fine del piano aria del 2005, che aveva annunciato una riduzione del 50 per cento dello smog senza poi far sapere più nulla». A parlare di una «legge incompleta» è il coordinatore dell'Unione, Riccardo Sarfatti, che lamenta «la mancanza di progetto di futuro».