Alle aziende gli apprendisti costeranno il 500% in più

Nella manovra una nuova aliquota del 10%, di cui la metà a carico delle imprese

da Roma

In Italia sono oltre 530.000. Trovano lavoro presso le aziende artigiane (oltre 216.000), in quelle industriali (oltre 112.000) e anche in quelle commerciali (quasi 204.000). Sono gli apprendisti, una figura professionale che da almeno 50 anni caratterizza il «successo» del modello produttivo italiano. Secondo la Cgia di Mestre (Associazione artigiani e piccole imprese) la nuova finanziaria del governo Prodi introduce una novità che «rischia di rendere meno appetibile l'assunzione di tanti giovani con questa tipologia contrattuale». Gli imprenditori saranno chiamati a versare maggiori contributi previdenziali all'Inps, a carico degli apprendisti alle loro dipendenze. «Si parla dell'introduzione di una aliquota contributiva del 10% di cui la metà, cioè circa il 5% - secondo i calcoli della Cgia di Mestre - andrà a carico delle aziende.
Questa novità farà aumentare il costo dei contributi per l'apprendistato nelle aziende artigiane. A carico del sistema del totale delle aziende italiane l’aumento sarà di quasi il 500%».
Secondo le elaborazioni realizzate dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, il totale dei contributi versati dai datori di lavoro all'Inps per i propri apprendisti passerà dagli attuali 6 milioni e 79 mila euro agli oltre 36 milioni di euro (precisamente 36.049.000 euro). Un'impennata che, per l'associazione, «rischia di cambiare e penalizzare fortemente sia i livelli di occupazione sia le risorse degli imprenditori e, come di consueto, soprattutto di quelli più piccoli». Intanto, per capire la situazione dell'apprendistato nel Paese, la Cgia di Mestre snocciola i numeri di questo prezioso mercato del lavoro settore per settore. A partire proprio dall'artigianato. Ovvero, secondo l'associazione, il territorio produttivo che subirà il contraccolpo «più forte». Se, infatti, ora la somma totale annuale dei contributi versati da tutti gli imprenditori artigiani per gli apprendisti alle loro dipendenze è pari a 28 mila 168 euro, nel 2007 la cifra sarà destinata a salire fino a 12 milioni 844 mila euro. Per l'industria, invece, si passerà da 2 milioni 156 mila euro a 8 milioni 210 mila euro. Mentre per il commercio l'aumento contributivo sarà di circa 11 milioni di euro (da 3 milioni 895 mila euro a quasi 15 milioni di euro).
«Questi aumenti - commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - non sono giustificabili e mettono a rischio la liquidità di molte piccole e piccolissime aziende. Se a questa impennata di costi dovuti all'aumento dei contributi Inps per gli apprendisti a carico degli imprenditori aggiungiamo il prelievo forzoso del Tfr, l'aumento dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori autonomi e la forte stretta fiscale che verrà dagli studi di settore appare evidente che le piccole imprese saranno chiamate a pagare la maggior parte delle nuove entrate fiscali introdotte dal Governo con questa Finanziaria».