Alle primarie del Pd elettori presi per i fondelli

C’è qualcuno che seriamente vuole spiegarmi, per favore, che senso ha «fare cassa» facendo pagare un euro per dare un voto al «nulla» (per ora), e cioè ad un partito chiamato Pd, che però deve ancora nascere e del quale il vincitore è già stato prescelto dalle quattro-persone-quattro che nella sinistra contano? Ma quando si accorgerà la gente che vota sinistra del «grande bluff» in corso d'opera? Il 15 ottobre prossimo? In momenti di antipolitica come questo, di contenimento costi, come anche Letta ha rimarcato, sull'andare in pensione dei parlamentari prima del tempo, non sembra un paradosso, un controsenso, una farsa alla Ionesco, far pagare l'obolo all'elettore? Mi domando: perché Letta perde tempo a far da spalla a Veltroni, che si comporta ed è a tutti gli effetti già leader del Pd? Preferisco non parlare di Rosy Bindi, perché rappresenta un caso atipico di candidato del partito delle nonne (non si offenderà mica, mi auguro. In confronto a quello che dicono i giullari in piazza, queste mie parole sono rose e fiori, Rai educational, bon-ton al rosolio). Oltre a subire tutto come sempre, anche i voli pindarici di Mastella che dice parlando a vuoto, perché gli elettori devono contribuire a fare il tesoretto dei candidati, spendendo un euro al vento in questo modo? Non è tutto ciò un macroscopico controsenso, una voglia di prendere ancora una volta per i fondelli il popolo che non riesce a capire?