ALLE URNE In Venezuela oppositori più forti ma Chavez tiene

In Venezuela «la mappa è ancora di colore rosso», commenta soddisfatto il vicepresidente Alberto Muller. In realtà - nonostante il Partito socialista unito del Venezuela (Psuv), quello del presidente Hugo Chávez, sia stato il più votato - le regionali di domenica indicano un panorama diverso dal 2004. L’opposizione rimonta e lo fa negli Stati più popolosi del Paese: un fattore che potrebbe rendere ancora più complessi i rapporti con il governo centrale. Il vero protagonista di queste elezioni (anche senza essere candidato) è stato Chávez. Il suo Psuv ha imposto i propri governatori in 17 Stati su 22. Eppure, questa vittoria lascia un sapore amaro in bocca al governo bolivariano. Non a caso, lo stesso presidente ha ammesso che bisognerà fare dell’autocritica, laddove è necessaria. Uno dei bocconi più duri da ingoiare, per Chávez, sarà la sconfitta del socialismo bolivariano nel comune di Caracas, dove l’oppositore Antonio Ledezma ha superato l’ex ministro Aristobulo Isturiz, figura di spicco del Psuv. Lo Stato di Zulia - dal quale proviene circa l’80% del petrolio venezuelano - resta nelle mani dell’opposizione, così come Nueva Esparta. Ma questa volta i candidati oppositori si sono imposti anche a Tachira, Carabobo (regione fortemente industriale) e a Miranda, una delle aree più ricche, che comprende parte della zona metropolitana di Caracas.