Gli alleati perplessi su Fini

Portano scompiglio nella Casa delle Libertà le ultime dichiarazioni del leader di An su coppie di fatto anche gay e corano a scuola. Perplessi i partiti alleati. Critiche in particolare da Rocco Buttiglione: "Rispettiamo le sue idee ma non sono le nostre"

Roma - Portano scompiglio nella Casa delle libertà le ultime dichiarazioni di Gianfranco Fini su coppie di fatto anche gay e Corano a scuola. Per Isabella Bertolini di Forza Italia dimostrano la necessità di «un’approfondita riflessione su quali contenuti e valori debba avere il futuro Partito delle Libertà». Ancor più esplicito, il leghista Piergiorgio Stiffoni, manda a dire al leader di Alleanza Nazionale: «Ora se la scordi la federazione», proprio quando si cominciava a parlare di liste uniche per Fi, Lega e An già alle europee del 2009. Rincara la dose il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione: «Rispettiamo le idee di Fini, ma non sono le nostre».
Insomma, emergono i dubbi sulla piattaforma di principi comuni sui quali si fonda l’identità del centrodestra. Valori che non arrivano, precisa la Bertolini, «al paradosso di preferire Corano, voto agli immigrati e Pacs a Dio, patria e famiglia».
Nella maggioranza, invece, c’è chi interpreta le dichiarazioni finiane come un’apertura verso i Pacs e il premier Romano Prodi, nella conferenza-stampa di fine anno, sottolinea che se sul programma dell’Unione per il riconoscimento dei diritti civili ai conviventi «c’è una larga convergenza è positivo, con tutti i limiti e i confini precisi definiti dal governo».
Ma è veramente questo che ha detto Fini all’Espresso? «Nulla di nuovo - chiarisce al Giornale il portavoce di An, Andrea Ronchi -, solo quello che ha sempre affermato al partito: la famiglia è una sola, fondata sul matrimonio tra uomo e donna, ed è centrale nel nostro programma. Fini è contro i Pacs, ma sostiene che bisogna tutelare i diritti dei singoli individui». Quanto all’insegnamento del Corano agli studenti, Ronchi ricorda la battaglia fatta da An e dal suo leader contro la scuola coranica di Milano. «Il nostro è stato un no alla scuola-ghetto, perché vogliamo docenti sottoposti alla verifica dello Stato italiano. Che poi, nell’ora di religione, facoltativamente, dei musulmani possano studiare il Corano non mi sembra niente di strano. La destra moderna vuole difendere la famiglia e le libertà dell’individuo e proprio per questo vuole che si rispetti l’articolo 3 della Costituzione che tutela i diritti individuali senza distinzione. Ci si può poi interrogare su come questa tutela si deve realizzare».
Insomma, da An si lamentano forzature giornalistiche delle parole di Fini e si ribadisce che di «svolte» non ce ne sono state. Solo Francesco Storace appare polemico: «Di tutto questo non si è parlato all’assemblea nazionale del 17 dicembre. C’è materia per una fondazione dei, patrie, famiglie...». E Maurizio Gasparri precisa che sulla questione dei diritti individuali è «più conservatore rispetto a Fini», ma ribadisce «per evitare strumentalizzazioni, che questi diritti non riguardano le adozioni o altri diritti assimilabili alla famiglia». Proprio sul punto dei figli, adottati o con fecondazione artificiale, chiede una precisazione l’azzurro Francesco Giro, che definisce «elusive» le parole di Fini. A Buttiglione, preoccupato che il dibattito sulle coppie gay serva ad oscurare la necessità di una vera politica per la famiglia, Carlo Giovanardi risponde che nella sostanza le sue idee e quelle del leader di An non sono distanti: «Fermo restando il concetto di famiglia e i diritti riconosciuti, non c’è altro spazio per riconoscimento giuridico di unioni di fatto etero o omosessuali».
Ma Vladimir Luxuria di Rifondazione comunista è convinto e contento che da parte della minoranza ci siano state delle «aperture nel voler riconoscere diritti alle coppie conviventi omo ed eterosessuali». E annuncia: «La maggioranza è pronta». E Franco Monaco della Margherita dice che, dopo le parole di Fini sulle coppie di fatto, «le opposizioni sono quasi quattro: quella populista di Fi e Lega, quella clericomoderata dell’Udc, quella nazionalistica di An e infine quella di Fini che, in solitaria, cerca un difficile approdo liberal-conservatore».