Gli alleati servono a Burlando solo per le elezioni

(...) Fin qui la carota. Ma Burlando non è tipo da far finta di niente, da ignorare le cose che non vanno. Soprattutto sa benissimo che non può essere una coincidenza il fatto che ogni volta che manca lui dall’aula, gli alleatini combinano qualche casino. E così arriva anche il bastone. Con il sorriso, magari. Con l’aria rassicurante di chi non vuole certo gettare benzina sul fuoco. Ma anche con il realismo che spiazza chiunque abbia idea di riprendere in mano la corda per tirarla ancora un po’. «Sapete che io sono un appassionato di numeri - spegne gli ardori di quanti minacciano crisi in caso di sbarramento al 4 per cento per le europee - Mi sono divertito a fare un po’ di conti. E noto che nel 2010, comunque, il Pd o il Pdl, vincendo, avranno la maggioranza assoluta dei seggi. Insieme, loro soli, raggiungerebbero l’80/90 per cento dei consiglieri». Il presidente vincitore avrebbe comunque la possibilità di governare solo con l’appoggio di un partito, senza più dover dipendere dai colpi di testa degli altri. Insomma, gli alleati servono all’inizio, per raggiungere il 50 per cento più uno dei voti, ma poi in realtà si può fare a meno di loro per amministrare senza problemi.
Messaggio neppure troppo cifrato che il governatore manda subito prima di rivolgere l’ultima carezza agli alleati: «Io mi auguro che ovviamente nel prossimo consiglio continuino a essere rappresentate tutte le posizioni». Rappresentate sì, ma senza diritto di veto. E questo, conclude Burlando, senza bisogno di sbarramenti. Al massimo si potrà portare a compimento la nuova legge elettorale che prevederebbe l’abolizione del listino, cioè «i liguri potrebbero scegliere tutti e quaranta i consiglieri e non più solo 32, lasciando al presidente eletto e ai partiti la scelta degli altri».
Treni, vincono i pendolari
La carta «Tuttotreno Liguria» costerà 150 euro per tutti. Proprio come chiedevano i pendolari non politicizzati all’indomani dell’accordo firmato dalla Regione con Trenitalia e che prevedeva un esborso di 250 euro per chi superava anche di un solo chilometro i 100 chilometri di tragitto. Dopo aver difeso la scelta come la migliore possibile, con tanto di complimenti in uno spot televisivo da parte di un comitato di pendolari, la giunta fa retromarcia e parifica per tutti, a prescindere dalle distanze, il costo della carta per viaggiare su intercity, eurostar e regionali. Il 5 febbraio poi la Regione guiderà una delegazione di pendolari a Roma per chiedere un intervento del Governo su Trenitalia per migliorare servizi e tariffe.
Malattie rare, ticket rimborsato
È rientrato l’allarme per il pagamento del ticket per i prodotti dietetici per nefropatici e dei farmaci per le persone colpite da malattie rare. A fronte di una richiesta del governo di limitare le spese sanitarie, la Regione aveva ripristinato il pagamento del ticket per queste categorie. Una decisione su cui il centrosinistra è stato costretto a fare marcia indietro. La Regione pagherà queste spese ricorrendo al fondo del bilancio sociale. Circa un milione e 300mila euro serviranno a pagare i rimborsi per chi pagherà il ticket. Chi ha un reddito Isee fino a 20mila euro verrà rimborsato della cifra totale, chi ha reddito tra i 20 e i 40mila euro (sempre calcolo Isee) avrà indietro il 70 per cento della cifra. Il provvedimento è retroattivo e vale anche per chi ha finora pagato i farmaci dal 1° gennaio.
Circoncisione gratis
Il presidente Burlando e l’assessore alla Sanità Claudio Montaldo hanno anche annunciato che la circoncisione per motivi religiosi dei bambini verrà pagata dalla Regione. Anche in questo caso i soldi verranno prelevati dal fondo istituito con la legge sull’immigrazione. «Sentire di due bambini morti per pratiche clandestine ci obbliga a intervenire», ha spiegato il governatore.