«Un alleato per Ducati? Si può fare»

nostro inviato a New York

«Ducati ha ancora una lunga strada da percorre da sola. Dopo un 2005 difficile e un 2006 di transizione, quest’anno sta andando bene e il 2008 darà risultati importanti. L’aumento di capitale e il prestito da 80 milioni concesso da Unicredit ci consentono di guardare il futuro con solidità. Ducati può proporsi sia come preda sia come predatore, grazie a una leva finanziaria molto bassa: il rapporto debiti/patrimonio è infatti prossimo al 30%». A New York per incontrare gli investitori americani, il direttore finanziario Enrico D’Onofrio riassume così il futuro di Ducati nell’era Bonomi-Investindustrial. Il gruppo ha da poco avviato i lavori per rinunciare alla quotazione a Wall Street, voluta dai precendenti proprietari di Tpg, ma D’Onofrio non intende perdere il contatto con i grandi fondi internazionali. Un obiettivo che sembra andare nella stessa direzione della nuova mossa strategica di Borsa Italiana che dal prossimo anno traformerà la Star Conference, di cui la stessa Ducati è ospite in questi giorni, in una grande vetrina del made in Italy. Invitando tutte le 77 società quotate sul segmento ad alti requisiti di Piazza Affari.
Ducati ha una dimensione sufficiente per rimamere sul mercato o farà shopping?
«Le acquisizioni sono da considerare dal punto di vista strategico, ma attualmente tutta l’attenzione è concentrata sulla crescita interna prevista dal piano industriale».
Come sono i rapporti con Roberto Colaninno?
«Ottimi, ma dal punto di vista industriale non abbiamo contatti».
Ducati e Piaggio sarebbero complementari dal punto di vista strategico?
«Il mercato tende a consolidarsi e il peso dei gruppi asiatici si avvicina all’80% del totale. Ora siamo concentrati su sviluppo interno e nuovi modelli, ma individuare un alleato potrebbe diventare una carta importante».
Piaggio ha trasferito una parte della produzione in Cina. E voi?
«Ducati rimarrà un’azienda di Borgo Panigale, la Cina è un mercato importante ma non urgente».
Quali sono le prospettive per fine anno? Ci sarà il dividendo?
«Nel primo trimestre il fatturato è salito del 24% a 95,4 milioni a fronte di 9mila moto vendute. Contiamo di chiudere in utile, con un anno di anticipo sulle previsioni e tutte le eventuali risorse prodotte rimarranno in azienda per lo sviluppo».