Allegri avvisa Cassano e Seedorf E Guidolin imbavaglia la Lazio

nostro inviato a Milanello

A ciascuno il suo. Guidolin mette in riga la Lazio chiacchierona, Allegri provvede a zittire Seedorf e Cassano. E nell’intreccio di questo Udinese-Milan di fine campionato, c’è tutto l’ingorgo determinato dall’ultimo posto da assegnare, la quarta posizione in classifica con accesso alla Champions via preliminari. Dice Guidolin da Udine: «Se fossi al posto della Lazio mi concentrerei sul mio impegno». Sacrosanto. Anche perché, come sottolinea Reja, il rischio di mancare il successo c’è: «Qui si parla troppo di futuro e poco di Lecce». Forse perché nelle pieghe del viaggio in Puglia emergono le prime crepe tra Lotito e il tecnico: sembravano filare d’amore e d’accordo verso la riconferma contrattuale e invece i piani di futuro mercato sembrano dividerli. Uno, il tecnico, sostiene che «comunque finisca, è stata una stagione ottima», l’altro, il presidente, dopo aver assistito allo “scansamose” dell’anno prima, ora tira per la giacca il Milan tradendo qualche dispetto, «se manchiamo la Champions sono deluso».
«Non andiamo a Udine per una scampagnata» la risposta di Allegri a nome del gruppo dei campioni d’Italia che è reduce dalla grigliata di Milanello (seguita da una partitella con Allegri giocatore che ha vinto nella squadra di Cassano e Inzaghi, ndr) e da una settimana di relax completo (centro sportivo invaso da tifosi e sponsor). «Sarà come scalare lo Zoncolan» insiste Guidolin ipotizzando una serata complicata per la sua squadra chiamata a chiudere con un pari la magnifica stagione. Perciò sull’unico argomento non pertinente, l’interesse per Asamoah, Allegri fa catenaccio («non parlo di un calciatore dell’Udinese») mentre affronta gli altri nodi che riguardano il Milan. Primo tra tutti, Andrea Pirlo, su cui è lapidario: «Non è stata una mia decisione ma una scelta della società e dell’interessato, la Juve ha di sicuro fatto un affare, Andrea farà grandi cose. Qui al Milan ha vissuto un anno sabbatico a causa degli infortuni».
Da domani caccia al suo sostituto. Perché dal dopo Pirlo riparte il Milan di Champions. E qui le candidature sono le seguenti: Asamoah (possibile), Hamsik (difficile), De Rossi (molto complicato), Van der Vaart (soluzione di ripiego) proposto dall’avv. Bozzo che sta lavorando per “alleviare” il mal di pancia di Cassano, non a caso schierato stasera al fianco di Pato da Allegri che vuole dimostrargli piena fiducia dopo l’esclusione col Cagliari. «Tutti quelli che hanno giocato hanno avuto e hanno la fiducia mia e della società» la frase del tecnico dedicata al Pibe di Bari. Ragionamento più articolato per Clarence Seedorf che vuole parlare con il livornese prima di firmare il rinnovo già concordato con Galliani. «A nessuno posso dire: tu giocherai 50 partite, nemmeno ad Abbiati o a Thiago Silva. A tutti posso ripetere quel che ho detto a Gattuso l’anno scorso: “Io ti considero importante, ti invito a restare ma non so se giocherai 10, 20, 50 o 100 partite”» la didascalia del livornese. Nel Milan nemmeno Van Basten chiese mai garanzie. A proposito: proprio Silvio Berlusconi ieri è stato chiarissimo: «Non venderò Cassano».
E che Allegri sia inflessibile sul punto - mano libera nelle scelte - lo dimostra anche la sua classifica finale. «Meritano tutti un elogio ma se devo indicare uno, il più bravo fuori dal campo è stato Yepes con Oddo e Jankulovski, i più polemici in allenamento Flamini e Papasthatopoulos» la sua meritoria classifica interna. Che Allegri sia abituato a parlar chiaro, lo dimostra il colloquio avuto con Inzaghi, ieri polemico con Leonardo («ha sbagliato nei rapporti umani») e con un piano in testa («vorrei allenare le giovanili del Milan»).
Numeri alla mano, lo scudetto numero 18 del Milan non è costato poco all’azionista. È stato stanziato un premio collettivo (20 gettoni da 150mila euro), più altri bonus previsti dagli accordi personalizzati: a Ibra l’assegno è più rotondo, quasi 1 milione di euro, per esempio.