Allegri cerca punti pesanti «A Roma sfida scudetto»

MilanelloLunga è la strada che può riportare il Milan in cima alla classifica. Per questo forse aggiunge e spiega «non tifo Inter» a scanso di equivoci. Lunga quanto, lo scopriremo stasera a Roma dove, per esempio, il Milan non vince da un bel tot di anni (marzo del 2005). Lunga è la strada per una serie di motivi noti ad Allegri e allo stesso Galliani che sul tema della settimana («meglio risultare la miglior difesa che il miglior attacco» dixit il vice Berlusconi) la pensano allo stesso modo. «Forse siamo sulla strada giusta» è il parere del tecnico che si accontenterebbe di risultare anche la seconda miglior difesa pur di conservare il primato dei gol fatti il quale nasconde una qualche anomalia. 9 dei 16 gol realizzati in questo scorcio di stagione portano infatti la firma dei centrocampisti (4 Nocerino, 3 Boateng, 1 Aquilani, 1 Seedorf), il decimo è di un esponente della difesa (Yepes in libera uscita a Lecce) e solo i rimanenti 6 appartengono agli attaccanti (2 Ibra, 2 Cassano, 1 Robinho, 1 El Shaarawy). «Dobbiamo eliminare certi errori in difesa» la prima raccomandazione del livornese che punta sul recupero di Nesta per ispessire la trincea centrale visto che di recente quasi tutti i pericoli sono arrivati dai tiri da media distanza. «Dobbiamo evitare di partire molli» la seconda che prende spunto dalla sfida col Parma («per mezz’ora abbiamo fatto possesso palla senza creare un solo pericolo»), identico ad altre prestazioni, tipo Lecce. Non è forse un caso se i gol subiti dal Milan allegro e disinvolto di questi tempi siano maturati nella prima frazione: addirittura 8 sui 12 complessivi, una percentuale preoccupante che può chiamare in causa anche lo smalto di Abbiati, difeso dell’allenatore.
Lunga è la strada che può riportare il Milan in cima per un altro motivo, ancora più serio. Le prove precedenti al cospetto delle squadre d’alta classifica o pretendenti al titolo hanno avuto un esito disarmante: sconfitte con Napoli e Juve, pareggio domestico con la Lazio e l’Udinese, unico successo quello più recente col Palermo. «Questa è una sfida scudetto» è la definizione aulica di Allegri poi spiegata nel dettaglio, «non si decide lo scudetto ma viene giocata da due squadre che puntano al titolo». Vincere qualche scontro diretto, insomma, è fondamentale per aggiungere al punteggio della classifica anche il valore tecnico: ecco il test di questa sera per i campioni d’Italia. Perciò il tratto più significativo del viaggio a Roma è costituito dal numero dei cambi rispetto a mercoledì sera: due in difesa (Nesta e Zambrotta, Mexes è rimasto a casa per una micro-frattura alla mano), uno a metà campo (Van Bommel), uno in attacco (Robinho per far rifiatare Cassano), l’unico ballottaggio aperto fino all’ora di pranzo. Sull’argomento Allegri riesce a essere evasivo: «Cassano sta giocando la migliore stagione della sua carriera, Robinho sta meglio rispetto a Lecce». Più diretto invece risulta Allegri nello spiegare l’ennesima esclusione di Inzaghi («è una forma di rispetto lasciarlo a casa per non mandarlo poi in tribuna, altri sono più avanti di lui, Pippo potrà tornare utile, per me Inzaghi rimane anche a gennaio, il Milan non manda via nessuno»), nel chiosare l’assenza di Totti («meno campioni ci sono e meglio è») oppure nel segnalare il lavoro di Luis Enrique («ha ottime idee di calcio, tutti partecipano al gioco, perciò è più difficile che contro altre squadre»).