Allegri garantisce: «È saldo il rapporto con Berlusconi»

Milanello«Le sconfitte non sono mai belle, i complimenti non mi piacciono molto, la prova col Barcellona può essere solo un punto di partenza in Champions». Max Allegri sgombra subito il campo da ogni equivoco di sorta per far capire al Milan che da oggi è bene rimettersi al volante e all’inseguimento del primato in classifica senza inseguire sogni di gloria ingiustificati. Non è scontato col Chievo reduce da ben tre successi di fila (due in campionato contro Fiorentina e Catania e uno in coppa Italia). Anzi: è probabile che ci sia un calo di tensione, dopo la notte di Champions. Perciò Allegri ha puntato le vele verso martedì 20 dicembre, anticipo di Cagliari-Milan: in quella occasione vorrebbe ritrovare il Milan primatista del campionato. Le sconfitte non sono mai belle tra virgolette e in una persona concreta come Allegri possono semmai scavare la consapevolezza che «Real Madrid e Barcellona sono ancora distanti». La conseguenza è una sola: meglio mettersi di buzzo buono per lo scudetto e lasciar perdere il trono d’Europa.
È questa la sintesi del colloquio, molto più privato e naturalmente anche più articolato, avvenuto venerdì sera tra Allegri e Silvio Berlusconi, consegnato ai cronisti con l’aggiunta della conferma di un rapporto personale molto solido. «Tra noi c’è serenità e unità di intenti, non ci sono in questo momento grandi problematiche» è stato il punto fatto dal livornese su presunte censure provenienti da Arcore, rimaste lettera morta, non raccolte cioè perché non giudicate attendibili quindi. E che la sintonia tra il tecnico e il suo patron sia eccellente è forse ancora più plasticamente testimoniata dalle scelte previste per la sfida di stasera col Chievo. E cioè, a parte la rinuncia forzosa ad Abbiati, acciacco alla spalla destra, Amelia al suo posto, e Nesta (Bonera-Yepes il ballottaggio), c’è da risparmiare Seedorf (con un ginocchio ballerino) e da scegliere il partner iniziale di Ibrahimovic coltivando il solito dubbio: Robinho o Pato? L’esclusione di Inzaghi dalla lista dei convocati comporta la necessità di schierare in panchina una punta per la bisogna. Nessun dubbio invece sul conto di Boateng, sottoposto in questi giorni, dallo stesso Allegri a training psicologico. «Gli ho detto che a parte le sue qualità fisiche evidenti, ha davanti grandi margini di miglioramenti: può diventare un numero uno» il pistolotto del tecnico il quale sta provando a smussare gli angoli di un temperamento eccessivo. Farà così anche con Carlito Tevez, naturalmente. L’argentino del City, a dispetto delle voci sulla concorrenza juventina, viene considerato molto vicino a Milanello.