Allegri, Milan alle armi ma perde un’altra volta Pirlo

Sembra quasi una chiamata alla armi. Max Allegri, serafico ma appuntito, presenta al suo Milan lo scenario che si apre da questa sera, a San Siro, contro il Parma. «Questo - spiega calmo e riflessivo - è il momento più delicato della stagione, sbagliare significherebbe dare vantaggi ai nostri rivali ma la cosa non deve crearci nervosismo ma servire a trovare maggiore concentrazione». Sveglia, Milan: è l’ora di rialzarsi e di riprendere a correre con regolarità. Nella speranza che il gruppo rossonero metta contestualmente fine alla striscia di pareggi (due di fila contro Lazio e Genoa, 4 nel complesso dall’inizio del 2011) e che riconquisti San Siro, teatro delle prossime sfide decisive della stagione: Parma appunto, poi il Tottenham in Champions, quindi il Napoli dopo il viaggio-trappola a Verona col Chievo.
Una chiamata alle armi per il suo spogliatoio seguita da una stoccata all’apparato mediatico che cavalca con enfasi la suggestione della remuntada interista. Max Allegri sembra sinceramente stupito dal clima di pessimismo cosmico fiorito dalle parti di Milanello ed è, su questo punto, in perfetta sintonia con Galliani molto attento a cogliere le simpatie giornalistiche tradite dai titoloni di prima pagina. «Meno male che si gioca - filosofeggia Max - nelle ultime ore sembrava che il Milan non fosse più primo ma terzo o addirittura quarto e in testa alla classifica ci fosse qualche altro. Sapevamo che l’Inter sarebbe tornata in lotta e anche a loro, negli anni passati, non è mai toccato vincere con 2 mesi di anticipo lo scudetto».
Il gioco si fa duro e il Milan invece di recuperare il maggior numero dei duri a disposizione, deve fare i conti con un altro tiro mancino della sorte. Già perché durante l’ultimo test a Milanello, Andrea Pirlo candidato al rientro nel 2011 (dopo la breve apparizione in coppa Italia contro il Bari segnata da una ricaduta muscolare), deve uscire mestamente dall’elenco dei convocati per via di una distorsione al ginocchio destro con stiramento del legamento collaterale: prognosi tra le 4 e le sei settimane il che vuol dire rivederlo in piena efficienza al 10 di aprile tra due mesi. Allegri non perde solo un pilastro storico per il campionato ma anche uno dei pochi centrocampisti disponibili per la Champions (ko Ambrosini, Van Bommel ed Emanuelson indisponibili dal punto di vista regolamentare): l’emergenza continua. Come continua la sfortunata stagione di Pirlo, reduce da un semestre di scarso spessore, tradito da una serie di acciacchi muscolari, cui ora si aggiunge il crac al ginocchio destro. A questo punto solo Nesta puà riprendere il posto, toccando ferro magari, dopo la lussazione alla spalla sinistra rimediata contro il Cesena la sera del 23 gennaio. Da rivedere le scelte dello stesso Allegri già codificate in anticipo con Seedorf e Abate da far tornare in Champions mentre Boateng deve aspettare lo scontro diretto col Napoli.
La chiamata alle armi del Milan non è sufficiente e non solo perché il Parma è accreditato «di organizzazione tattica, punta su un calcio tecnico e veloce». Bisogna anche che dalla panchina venga gestita con la massima cura il turn-over tenuto conto dell’impossibilità - per Van Bommel, Emanuelson e Cassano - di iscriversi alla coppa più prestigiosa. Così l’olandese, nonostante sia reduce da 90’ con la nazionale orange, torna davanti alla difesa mentre il posto di Pirlo viene assegnato a Flamini (in alternativa, Merkel). Contro il Tottenham si vedrà. «C’è tempo per la coppa»: anche Allegri prova a non lasciarsi contagiare dal dispetto. In attacco il pibe di Bari, di ritorno da 45’ schioppettanti in maglia azzurra, può ripresentarsi a San Siro in coppia con Ibra e Robinho per cancellare lo zero mortificante delle ultime due sfide (in gol solo Pato, a Marassi). Perciò alla fine, Allegri ritorna all’incipit del suo intervento. Vietato sbagliare contro il Parma. «Non è una partita fondamentale ma quasi» ribadisce secco. E si capisce che non ha molta voglia di scherzare.