Allegri: «Nessun alibi Conta solo vincere»

«Niente alibi, niente stanchezza, niente assenze: bisogna provare a vincere e basta, giocando anche male». In questa curva a gomito della sua stagione, Max Allegri può diventare un seguace di Giampiero Boniperti («l’unica cosa che conta è vincere») oltre che un fedele lettore di Steve Jobs («siate affamati, siate pazzi») e indicare la via maestra. Al Milan non resta che mettere da parte tutti i contrattempi (di ieri sera la rinuncia a Seedorf, infiammazione al ginocchio, centrocampisti contati) e pensare positivo. Perchè i precedenti parlano chiaro: in regime di 3 punti chi è partito così in ritardo, non ha mai vinto lo scudetto. «Tra un mese potremmo tornare davanti» è la sicurezza del livornese che cementa un ambiente stressato più dal dibattito mediatico che da problemi psicologici («non mi iscriverò a un corso di strizzacervelli»). La verità è che i campioni hanno pagato lo scotto della supercoppa fissata al 6 agosto («ricordatevi di quel che è accaduto a Inter e Lazio») e che le assenze continuano ad avere un peso determinante.
Specie quelle del vecchio centrocampo di mediani (Gattuso-Van Bommel-Ambrosini) quest’anno mai sceso in campo. Per fortuna, è pronto a rientrare nei ranghi Robinho çÇe Mexes è in panchina mentre Inzaghi, per scelta tecnica, è rimasto fuori dall’elenco dei convocati e probabilmente la scelta è destinata a far discutere. Di sicuro, come si è capito dalla presenza di Raiola a Milanello, il Milan ha cominciato a lavorare al prossimo mercato di gennaio. «Ibra non ha mal di pancia» la sua garanzia impreziosita dalla frase di Galliani («al telefono mi ha detto: tutto ok capo»). «Forse prenderemo un centrocampista» è l’ammissione di Adriano Galliani e ogni riferimento a Montolivo in rotta con la Fiorentina è inevitabile. Ultimo dato: i 5 punti raccolti dal Milan sono tutti domestici, conseguiti a San Siro.