Allegri rivuole la Juve El Shaarawy promosso Ibra rifiata in panchina

Il mercato può attendere. «Comunque finisca, mi ritengo un allenatore fortunato» la confessione pubblica di Allegri è un riconoscimento all’attività di Galliani che tiene Maxi Lopez in albergo, a Milano, pronto all’uso, e nel frattempo segue al telefono l’evolversi del braccio di ferro tra Tevez e il City. «Anche se arrivasse Maxi Lopez, il Milan farebbe un acquisto importante» questa l’accoglienza anticipata per l’attaccante argentino ancora in forza al Catania e che ha deciso di puntare tutto sulla fiche rossonera per cambiare maglia e voltare pagina in carriera. Il mercato può attendere perché nel frattempo irrompe la coppa Italia e con la coppa Italia a San Siro arriva la Lazio che mandò di traverso il debutto in campionato (0-2 dei romani, recupero rossonero col 2 a 2 finale) ed è reduce dalla sfida con l’Inter scandita da veleni e polemiche (dixit Reja). Adesso va di moda a Milanello il giovane El Shaarawy che ha incantato col Novara, sia in coppa Italia che poi in campionato e ha addirittura convinto lo staff tecnico e il club a scegliere uno solo tra Tevez e Maxi Lopez proprio per non soffocare questo talento, trascurato nei primi mesi seguiti al trasferimento ed escluso (errore fu!) dalla lista Champions. «È diventato un giocatore completamente diverso rispetto a due mesi fa, ha avuto una crescita importante e inaspettata» è l’elogio pubblico di Allegri, molto avaro di aggettivi con i giovanotti alle prime armi. Ma poi, come è successo con Merkel, quando si lascia conquistare non perde più la fiducia nelle loro qualità. Ecco la meraviglia, allora: la velocità con cui El Shaarawy si è imposto, è cresciuto, ha imparato osservando i più stagionati sodali, Ibra compreso che lo ha già preso sotto la sua ala protettrice.
Toccherà proprio al giovanissimo guidare l’attacco milanista stasera contro la Lazio in assenza sicura di Ibra, reclutato per la panchina e da spedire in campo solo in caso di necessità estrema. «Non è un robot, ha bisogno anche lui di riposare» è la spiegazione di Allegri sull’impiego dello svedese. È rimasto fuori dai giochi Filippo Inzaghi: il provvedimento è in parte tecnico (non ha forza nelle gambe), in parte disciplinare a causa del suo comportamento all’uscita col Novara in coppa Italia. In privato, dentro lo spogliatoio, c’è stato il chiarimento tra Allegri e Pippo il quale ha riconosciuto d’aver sbagliato gesto. Ma l’autocritica gli potrà valere al massimo uno spicchio finale di partita. Con El Shaarawy, ci sarà spazio e tempo per il debutto riservato all’algerino Mesbah, sull’argine difensivo sinistro: è la prova del fuoco per capire le sue potenzialità visto che da quella parte, dopo la partenza di Taiwo per l’Inghilterra e i noti acciacchi di Zambrotta, c’è a disposizione solo Antonini oppure l’invenzione Emanuelson, il più accreditato per la seconda fase della stagione.
Il mercato può attendere non invece la possibilità golosa di riacciuffare la Juventus in semifinale per dare così al duello tricolore un altro palcoscenico e ripetere lo stesso risultato conseguito un anno prima (allora fu il Palermo di Delio Rossi a eliminare i rossoneri dalla finalissima di Roma). «Sono queste le partite che non si possono sbagliare» è il monito di Allegri rivolto a una parte del gruppo (Bonera, Merkel, Robinho) utilizzati già col Novara con risultati non proprio esaltanti.