Allegro e colorato, il Pc dei bambini poveri

La lotta al digital divide nei Paesi emergenti passa anche dalla scelta di colori accattivanti per rendere più piacevole l’esperienza d’uso del computer da 100 dollari, quello sognato da Negroponte perché ogni bambino del terzo mondo possa avere il suo, magari finanziato da governi e Ong. Ecco le proposte di un assemblatore coreano: la macchina, basata su Fedora Linux, costa poco ma ha una dotazione di tutto rispetto, pur non avendo hard disk o lettori ottici. Dispone infatti di una Cpu Amd Geode a 366MHz con Gpu integrata, 128 MB di Ddr Ram, schermo Lcd 7,5”, 512 MB memoria flash, webcam, microfono e casse stereo, tastiera e touchpad, due porte Usb 2.0 e Wi-Fi. Funziona a batteria, ma se non c’è corrente basta la sola manovella.