Allenatori senza occhiali

U n tempo si gridava: «Arbitro, occhiali». Adesso bisognerebbe rivolgersi nello stesso modo a quegli allenatori che portano avanti scelte così comiche da riportare alla memoria una vecchia frase di Platini: «Se un tecnico non sbaglia niente, ma proprio niente, al massimo aumenta di un 20% le fortune di una squadra». Il riferimento a Trapattoni non era per niente casuale. Ma cosa dire, oggi, di Mancini che tiene in panchina Cruz e Samuel? Oppure di Ancelotti che in numerose occasioni ha preferito Vieri a Gilardino? O della Roma che lascia a casa Cassano? O dell’Udinese entrata in crisi nel momento in cui s’è impantanata sul contratto di Iaquinta?
Prendete l’Inter di sabato sera. Da una parte c’è Adriano che fa il verso, e neppure bene, del peggior Vieri: soprappeso, impacciato, svogliato, con la testa all’amore perduto, si lamenta perfino per la sostituzione dell’Olimpico dove non ha indirizzato un solo tiro in porta. Dall’altra c’è Cruz che la mette sempre dentro, basta mandarlo in campo in campionato come in Champions League, ma fa da spettatore al pareggio con la Lazio. Un attaccante baciato da Eupalla non si lascia mai fuori. Ne sa qualcosa Sacchi quando finì arrosto nell’Europeo del 1996, disputato in Inghilterra, dopo aver messo in disparte Casiraghi che pure aveva segnato una doppietta alla Russia. Caro Mancini, se non ti fidi di Adriano, vai fino in fondo. Le fortune della squadra non possono passare dalle ubbie di un singolo giocatore. Ma come puoi spiegare e giustificare l’accantonamento di Samuel? Per vedere in campo il difensore valutato 18 milioni, si è dovuto fare male Mihajlovic.
Inspiegabili anche i privilegi di cui gode Vieri nel Milan e in Nazionale a fronte dei gol segnati (uno in rossonero, uno in azzurro): «Una comica», parole del nostro Damascelli. Per fortuna di Ancelotti, Gilardino ha replicato a tribune, panchine e sostituzioni con una bella striscia di reti: con la doppietta di ieri fanno 7 in campionato. Ci sono poi accantonamenti che profumano di mobbing: rientrato quello di Iaquinta, prosegue quello di Cassano che non firma il prolungamento di contratto con la Roma e rimane ai margini. Impossibile fare altrimenti secondo Spalletti: «Antonio è fuori perché non condivide il progetto». Invece Ballack è dentro benché a fine stagione lascerà il Bayern a parametro zero. E Lampard ha disputato ieri la 158ª gara di fila con il Chelsea. Un altro calcio.