Allergia, in rete il bollettino dei pollini

Naso che cola, occhi che lacrimano e scorte di fazzoletti. Così è la primavera per chi è allergico ai pollini, ossia un autentico flagello. E maggio è il mese peggiore.
A soffrire di questo problema sarebbe un quarto della popolazione residente. Tra starnuti e fastidiosi pruriti, molti di loro sembrano rimpiangere l’inverno. In alcuni casi, si direbbe che hanno quasi paura a uscire di casa, terrorizzati come sono all’idea d’imbattersi in quel nemico invisibile e spietato che più di una volta li ha fatti piangere. Letteralmente. Così la primavera, che dovrebbe essere la stagione della rinascita, per molti si trasforma in una vera e propria agonia. L’unica soluzione sarebbe quella di trasferirsi al mare e vivere sulla spiaggia per respirare lo iodio, che può dare un po’ di sollievo. Ma non tutti, anzi pochissimi, possono farlo.
Così la moltitudine continua a soffrire, più o meno silenziosamente, facendo la spola tra casa e farmacia per riuscire a trovare medicinali, antistaminici e cortisonici, che restano però palliativi. In soccorso degli allergici, il Centro di monitoraggio aerobiologico dell’Università degli Studi di Tor Vergata pubblica ogni settimana il bollettino meteo dei pollini, consultabile in Rete all’indirizzo www.uniroma2.it/biologia/polline.
Due le stazioni di rilevamento: la prima è collocata nell’area in cui sorge l’ateneo, mentre la seconda si trova in centro, presso l’ospedale Fatebenefratelli. I risultati vengono inseriti on line ogni mercoledì, in seguito alla lettura dei vetrini che provengono dalle due centraline menzionate. Stando agli ultimi dati raccolti i disturbi sono dietro l’angolo. Semaforo rosso per graminacee (in aumento in tutta la città), fagacee e plantaginacee. Al centro, invece, è allarme parietaria, della famiglia delle urticacee, particolarmente diffusa nei siti archeologici. Tutte indicazioni preziose per chi soffre di allergie, grazie alle quali è possibile tracciare una mappa aggiornata delle zone a rischio.
Già, perché i pollini non sono mica tutti uguali. Diverse le specie, i periodi di fioritura delle piante e le aree coinvolte da ciascuna categoria. Da evitare, dunque, non sono solo i parchi. Anche i ruderi sono off-limits. Mentre per chi è allergico ai platani, è il caso di ribadirlo, sarebbe meglio aspettare l’estate inoltrata prima di avventurarsi in una passeggiata sul Lungotevere.
Un’iniziativa, questa del bollettino meteo dei pollini, diffusissima negli Stati Uniti, che può rivelarsi utile anche da un punto di vista medico. Conoscere la concentrazione pollinica presente nell’aria consente di modulare la terapia a cui sono sottoposti i soggetti allergici: se i valori sono in aumento sarà necessario farsi prescrivere dal dottore una dose adeguata mentre se sono in calo, vorrà dire che è il momento di interrompere l’assunzione dei farmaci.
Inoltre, grazie all’attività di monitoraggio svolta, è possibile registrare i cambiamenti occorsi rispetto agli anni precedenti. Per esempio, nel 2009 sarebbero in aumento i pollini del frassino. In anticipo, invece, quelli del nocciolo e della parietaria. Chi credeva che il perdurare del maltempo avrebbe in qualche modo attutito il fenomeno, dovrà ricredersi. Le concentrazioni polliniche presenti nell’aria raggiungeranno il loro picco proprio in questi giorni. Meglio non abbassare la guardia, quindi. Soprattutto a fronte dell’allargarsi di questo tipo di malessere e delle conseguenze a cui può dar luogo. Non a caso negli ultimi due anni medici di base e specialisti hanno rilevato una netta crescita a Roma dei casi di allergia e asma, sia tra gli adulti che tra i bambini.