Allerta, allerta Ma solo il Comune non fa quello che dice di fare

(...) Però se quella di domenica sera era solo una partita di calcio era anche l’unico evento che avrebbe offerto la città. E se il calendario di calcio lo fanno, è perché sarebbe opportuno rispettarlo, altrimenti meglio giocare quando uno è in comodo, o aspettare che rientrino gli infortunati, o che l’avversario non sia in forma. E poi c’è la solita questione. Quella di un Comune che fa le regole per i cittadini ed è il primo a non rispettarle. Come il regolamento sul verde, che impedisce a un privato di piantare una magnolia, perché non è un’essenza abbastanza tipica o multa i cittadini che non potano le siepi, ma lascia che alberi centenari dei suoi parchi si schiantino al suolo senza che nessuno provveda neppure a sostituirli. O, per restare in tema neve, è come quando i vigili vengono sguinzagliati per multare i condomini che non spazzano il pezzettino di marciapiede davanti al portone e lascia interi camminamenti pubblici sotto dieci centimetri di ghiaccio.
Per l’appunto, era da una settimana che il Comune ci avvertiva della nevicata di domenica. Di stare attenti, di tenersi pronti. E poi? Poi non ha messo i teloni sul campo, non aveva spalatori e quelli che aveva (uno ogni trenta metri di campo) giocavano a tirarsi le palle di neve. Ci sono le immagini tv a mostrare come si è tentato l’impossibile per fare giocare la partita. Domenica è iniziato a nevicare alle 13, i fiocchi non erano neppure così intensi da far pensare a chissà quale clima da tregenda, tanto che in città giravano auto, moto e pedoni. Gli ospedali hanno registrare un calo degli infortuni rispetto a qualsiasi altra nevicata. Eppure quando mancavano ancora 5 ore al fischio d’inizio, era già iniziata la guerra tra istituzioni, con la sindaco a dire che non si sarebbe potuto giocare, contro il prefetto che assicurava la piena accessibilità allo stadio.
Quando già era in corso questa disputa, assessori e tecnici spiegavano in tv che stavano spargendo il sale, ma sarebbe stata dura. Certo, se il sale si sparge dopo, per forza. E le previsioni a cosa servono, se si interviene quando c’è già lo strato ghiacciato in terra? Ieri mattina, dopo una notte non certo tropicale, tutte le strade erano sgombre da neve e ghiaccio, a dimostrazione che il sale aveva fatto effetto. Bastava spargerlo per tempo? Ho visto le immagini del Ferraris innevato e mi sono stupito: fuori dallo stadio, dove non c’erano spalatori, dalle aiuole spuntavano i ciuffi d’erba, mentre il terreno di gioco, scaldato con otto asciugacapelli, sembrava la pista di fondo per le olimpiadi. E a proposito di spalatori: dopo le lagnanze della sindaco, sabato c’è stato chi si è presentato volontario ai Municipi, ma ha trovato chiusi tutti gli uffici, vigili compresi. Poi c’è la giustificazione più bella: in Inghilterra, dove hanno stadi privati all’ultimo grido, hanno sospeso 7 partite su 9. Questo dimostra solo che il problema non è la modernità del Ferraris. Perché basterebbe rispondere che in tutta Italia, dove la neve è caduta ben più abbondante che a Genova, dove le città avevano problemi ben più seri, si è giocato ovunque. E magari i Comuni non avevano neppure dato l’allerta neve.