Allevatori di trotto in rivolta «Calpestati diritti acquisiti»

Siamo stati definiti dissidenti, tacciati di aver mosso un’accusa al Presidente dell’Anact per colpire il Commissario Unire (le due figure forse combaciano?), siamo i ribelli dell’Associazione allevatori trotto. Oppure siamo allevatori che, consci della realtà e temendo le conseguenze dei provvedimenti del Commissario, hanno deciso di scendere in campo per difendere gli allevatori ed i proprietari? Se per dissidenti (termine infelice) devono intendersi coloro che, nell’ambito di un consesso democratico quale il Consiglio direttivo dell’Anact, hanno espresso la loro opinione – purtroppo per lui contraria a quella del presidente – ed hanno raggiunto la maggioranza dei voti, ma democratici, rispettosi delle regole e soprattutto animati dalla ferma volontà di proteggere gli interessi degli allevatori che ci hanno eletto e dei proprietari, nostri principali interlocutori. Forse non tutti hanno compreso la portata economica e normativa delle dichiarazioni del commissario Melzi o forse chi oggi ci accusa attraverso un compiacente tam tam mediatico, preferisce accettare supinamente tali decisioni. Ci chiediamo se i proprietari e gli allevatori si siano resi conto che il tanto propagandato incremento della qualità non potrà che incidere se non in minima parte e su un numero del tutto esiguo di soggetti, premiando così una sorta di oligarchia ippica, mentre la stragrande maggioranza, la vera base e forza trainante del settore, dovrà continuare a lottare duramente ogni giorno per cercare di sbarcare il lunario anche in quelle tanto bistrattate corse differenziate che, si badi bene, non sembra il commissario abbia ad oggi ridotte.
Noi difendiamo gli allevatori ed i premi loro assegnati indistintamente in tutte le corse e lo facciamo consci dei pericoli che si nascondono dietro le dichiarazioni del commissario. Intendiamoci, siamo ovviamente favorevoli a tutte le iniziative volte al rilancio ed alla rivitalizzazione dell’ippica, purché tecnicamente ed economicamente valide e frutto di una concertazione democratica con tutte le componenti del settore, mentre non risulta che prima della conferenza stampa il commissario abbia consultato i rappresentanti delle categorie per illustrare il suo progetto. Il Consiglio dell’Anact ha contestato le scelte economiche del commissario perché i conti sono facili e non tornano di certo né per i proprietari né per gli allevatori. Il super bonus costerà all’Unire circa tre milioni di euro, ma l’Ente ha già risparmiato quasi 4,5 milioni di euro nel 2007 ed altrettanti ne risparmierà nel 2008 attraverso l’abolizione del premio aggiunto ai proprietari, e per di più pagherà il bonus solo nel 2009: meglio di così! In totale si avrà un taglio di oltre 9 milioni di euro in danno dei proprietari. L’incremento dei gran premi che compensa in minima parte quel taglio, dovrebbe essere recuperato abolendo il premio agli allevatori, quindi senza spesa per l’Unire, e porterà un beneficio solo ad un numero esiguo di soggetti, ma priverà la stragrande maggioranza degli allevatori di 2,4 milioni di euro di premio nelle corse con dotazione minima. Tale scelta sarà contrastata nelle sedi competenti.
*Consigliere dell’Anact (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore)