Allevi e Rea e la nuova «età del jazz»

Giovanni Allevi, Danilo Rea, Fabrizio Bosso, Gianmaria Testa. Sono solo alcuni dei protagonisti di Una striscia di terra feconda, festival franco-italiano di jazz e musiche improvvisate, in programma da domani al 10 settembre tra l’Auditorium e la Casa del Jazz. La manifestazione si apre all’Auditorium con il concerto della Parco della Musica Jazz Orchestra, diretta da Maurizio Giammarco e Paolo Damiani. Ospite dell’ensemble la tromba di Mederic Collignon. A seguire, il concerto di Giovanni Allevi, che ha da poco festeggiato le 100 settimane di permanenza in classifica con Joy. Lunedì 8 il parco della Casa del Jazz ospita il D’Jab Trio, con Joachim Florent al contrabbasso, Elie Duris alla batteria e Benjamin Flament al vibrafono e marimba. Una delle formazioni francesi più interessanti. In seconda serata sarà protagonista Danilo Rea, in piano solo. Rivisitazioni di arie d’opera e di musica leggera. Martedì 9 ancora un doppio appuntamento alla Casa del Jazz. Si parte con il Louis Winsberg Trio. Ospite del trio il sassofonista Emanuele Cisi. In scaletta canzoni di Brassens, Nougaro, Gainsbourg, Piaf e Trenet. Seguirà un concerto-tributo a Mario Schiano, con una band diretta dal sassofonista Maurizio Giammarco. Per concludere la serata, concerto del duo Antonello Salis-Fabrizio Bosso. Gran finale mercoledì 10, sempre alla Casa del Jazz. In apertura ci sarà il trio del pianista Jérémie Ternoy, con Nicolas Mahieux al contrabbasso e Charles Duytschaever alla batteria. Sarà poi la volta del duo di Carlo Rizzo (tamburello) ed Eugenio Colombo (sassofoni, flauti). In conclusione, il cantautore Gianmaria Testa accompagnato dal clarinetto di Gabriele Mirabassi. Il festival testimonia la vivacità della scena romana, che però rischia di diventare autoreferenziale. Si è perso il conto degli appuntamenti recenti con i vari Rea, Gatto, Bosso, Giammarco. Ascoltarli è sempre un piacere, ma la curiosità per ciò che si potrebbe e non si riesce ad avere è tanta.