«Alloggi belli e meno cari Fuori Milano c’è più qualità»

Guido Lodigiani: «La gente ricerca una vita a misura d’uomo. Ormai nei paesi non manca quasi niente e i rapporti umani sono migliori»

Guido Lodigiani è il responsabile dell’ufficio studi di Tecnocasa e traccia una radiografia sulle motivazioni che spingono i milanesi a comprare casa fuori città.
Perché si preferisce abbandonare Milano?
«Ci sono diversi motivi. Il primo, anche se parziale, riguarda la possibilità di trovare prezzi inferiori rispetto a quelli normalmente chiesti a Milano. In città per comprare tre locali più i servizi in una zona periferica qualsiasi ci vogliono circa 320mila euro. Con questa cifra si compra però un appartamento in uno stabile mediocre degli anni 50 e che magari ha bisogno anche di essere ristrutturato. Nella cintura limitrofa con la stessa cifra si trova una abitazione di nuova edificazione la cui qualità non è paragonabile. Insomma, quello che spinge maggiormente le persone a fare una scelta radicale è il livello qualitativo delle case».
Per esempio?
«Rifiniture migliori, spazi verdi, tagli degli appartamenti più moderni, terrazzi di ampie metrature e spazi condominiali che si possono utilizzare collettivamente. Servizi, box o posti auto. La qualità edilizia delle abitazioni è certamente superiore alla media dell’offerta milanese. Si trovano complessi immobiliari nuovi o di recente costruzione di buon livello».
Quali sono gli altri motivi?
«La ricerca di una vita migliore e, soprattutto, una quotidianità a misura d’uomo. Accompagnare i bambini a scuola a piedi, i parchi giochi per il tempo libero e il divertimento, gli spazi verdi curati, sono giudicati elementi importanti dalle famiglie. Anche l’hinterland ha banche, palestre, supermercati, farmacie e scuole. Ci sono parcheggi e posti auto oltre a un traffico nettamente inferiore rispetto a Milano e rapporti umani migliori che si svolgono in comunità più piccole».
E l’intrattenimento per il tempo libero?
«Ormai anche l’offerta per l’intrattenimento è nettamente superiore rispetto al passato. I centri commerciali, le discoteche, le palestre, le multisale cinematografiche e la crescita del numero dei locali sono realtà in evoluzione e rispondono abbastanza, anche se non totalmente, alle esigenze delle famiglie e dei giovani in generale. Poi, sono sempre di più le imprese terziarie collocate sulle tangenziali e sulle vie ad alto scorrimento. Non è più obbligatorio per tutti venire a Milano per lavorare».
Ma l’hinterland non è certo in grado di offrire quanto Milano...
«Certo. E la riprova è che dove nascono edificazioni di nuova costruzione concepite con spazi verdi, servizi e finiture di buona qualità, trasporti adeguati e posti macchina, negozi e servizi la gente che vuole comprare casa lo fa volentieri a Milano».