Alloggi low cost e servizi comuni per i giovani che escono di casa

Sarà come un campus, ma senza l’obbligo di andare all’università. Mini-alloggi economici per giovani studenti-lavoratori o in cerca di occupazione, tra i 18 e 30 anni, che ancora non ce la fanno a mantenersi da soli ai prezzi di mercato. E con tutta una serie di servizi e spazi in condivisione: dal trapano all’aspirapolvere, dalla sala tv e internet-cafè alla lavanderia comune, dal servizio di car o moto sharing alla sala concerti. Ma anche uno Spazio formazione dove imparare gratis a scrivere il curriculum o presentarsi a un colloquio di lavoro, seguire corsi di cucina, fai da te, finanza personale, risparmio energetico. Una via di mezzo, insomma, tra la casa di mamma e papà e quell’indipendenza piena che i pochi soldi in tasca non consentono ancora di raggiungere. Il ministro all’Economia Tommaso Padoa Schioppa «li chiama “bamboccioni“ - ricorda l’assessore comunale alla Casa, Gianni Verga - noi invece di prendere in giro i giovani cerchiamo di aiutarli concretamente a superare un momento di difficoltà». Lo strumento si chiama Foyer, un modello preso a prestito da Francia e Gran Bretagna. La giunta ha approvato venerdì scorso una delibera, proposta da Verga e dall’assessore al Lavoro Andrea Mascaretti, per partecipare alla selezione dei progetti - rivolta solo alle 14 città metropolitane italiane - che ha indetto a dicembre il ministero per le Politiche giovanili per favorire l’autonomia abitativa dei giovani. Per questo progetto Palazzo Marino, con il supporto della Fondazione Housing Sociale come partner privato, chiede al governo circa 1,5 milioni. La scadenza per presentare dei piani è fine mese e il Comune conta di conoscere l’esito nel giro di poche settimane («abbiamo chiesto al ministro Giovanna Melandri tempi stretti», riferisce Verga). Già trovate le sedi da riadattare, la principale nell’area del quartiere popolare Sant’Ambrogio, che conta 36 posti letto: in via San Vigilio 15 e 25 e in via San Paolino 10, scelte per la vicinanza alla cascina San Paolino e alla futura residenza universitaria del Politecnico. Una seconda ipotesi - ma con tempi di realizzazione più lunghi e altri 1,7 milioni - è allo studio per via Cenni, all’interno del nuovo quartiere di edilizia sociale che è in fase di realizzazione.
Sarà una via di mezzo - e provvisoria - tra l’abitare in modo autonomo (i giovani avranno la propria camera o un alloggio in condivisione per 2 o 4, a costi contenuti) e alcuni servizi a disposizione di tutti gli ospiti, in qualche caso anche con gli altri abitanti della zona. Nel quartiere Sant’Ambrogio saranno recuperati spazi oggi sfitti o sottoutilizzati. «Si è parlato spesso di trovare ai giovani alloggi economici, finalmente arriviamo alla fase progettuale», afferma Verga. A Milano, aggiunge Mascaretti, «le opportunità di lavoro sono altissime e compito dell’amministrazione è garantirne la conoscenza, far sapere a chi rivolgersi. In queste residenze i giovani avranno a disposizione postazioni internet e consulenze per trovare o migliorare la propria posizione di lavoro».