Gli alloggi sfitti requisiti: prosciolto Medici

Marzio Fianese

Non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato. È la motivazione con la quale il gup di Roma Bruno Azzolini ha prosciolto ieri il presidente del X municipio di Roma Sandro Medici dall’accusa di abuso d’ufficio un merito alla vicenda degli appartamenti vuoti requisiti dallo stesso lo scorso anno per assegnarli alle famiglie senza casa del territorio da lui governato.
Il presidente Sandro Medici era finito sul registro degli indagati nell’ottobre scorso. Abuso d’ufficio era il reato contestato dai pm di Roma Salvatore Vitello e Maria Cristina Palaia. Furono 15 gli appartamenti requisiti da Medici in via Lucio Calpurnio Bibulo, nel quartiere Tuscolano. La decisione del presidente del X municipio fu motivata con la necessità di fare fronte alla emergenza abitativa nella zona. Da ciò la requisizione con il successivo affidamento a famiglie senza casa e con situazioni di disagio economico.
Il 21 aprile scorso, il tribunale del riesame di Roma aveva disposto il sequestro degli immobili requisiti, tutti appartenenti a una società che si rivolse al Tar del Lazio contestando il provvedimento del presidente del X municipio. I giudici amministrativi, però, respinsero le loro richieste. L’inchiesta penale andò avanti, con la richiesta di rinvio a giudizio, non accolta ieri dal giudice dell’udienza preliminare.
«Noi ritenevamo e riteniamo - ha detto l’avvocato Marco Lucentini, difensore del presidente del X municipio Sandro Medici - che il presidente Sandro Medici abbia esercitato legittimamente i poteri che gli sono affidati dal Testo unico in materia di enti locali che fa proprio riferimento anche all’esercizio della potestà di requisizione. E il giudice ha accolto la nostra tesi». «Esprimiamo grande soddisfazione - ha continuato Lucentini - per una decisione che chiarisce definitivamente una vicenda che ha avuto anche dei risvolti di tipo cautelare. Il riferimento è proprio alla decisione del tribunale del riesame di Roma che ha disposto il sequestro degli immobili requisiti dal presidente Medici. Ora, dopo la decisione del gup, si può affermare che sia cessata la materia del contendere. Cosa, questa, che ci permetterà di andare ancora più convinti delle nostre ragioni davanti ai giudici della Cassazione per l’impugnazione che abbiamo fatto del provvedimento di sequestro».
Esultano, ovviamente, per il proscioglimento di Medici i militanti di Action e gli esponenti della sinistra romana. «Le requisizioni portate avanti da un presidente di Municipio - commenta il leader dei no global romani Guido Lutrario - sono legittime. Finalmente Medici e i compagni di Cinecittà hanno avuto giustizia: le requisizioni sono legittime perché tutti i presidenti hanno ricevuto pieni poteri dal sindaco all’atto dell’insediamento - dice Lutrario -. La sentenza riconosce quello che né il prefetto Serra, né l’amministrazione centrale avevano voluto riconoscere e cioè che le requisizioni si possono fare e che a farle possono essere tanto il sindaco o il prefetto quanto i presidenti di Municipio. Le requisizioni diventano definitivamente uno strumento utilizzabile, riconosciuto dalla legge e alla portata dei tanti minisindaci di Roma».
«Esprimo la massima soddisfazione per la decisione del gup di Roma Bruno Azzolini - dice il capogruppo comunale del Prc Patrizia Sentinelli -. Il presidente Medici ha utilizzato in modo intelligente e coraggioso il potere affidatogli dal Testo Unico in materia di Enti locali per fronteggiare questa emergenza e per ricordare a tutti (opinione pubblica e politica) il dramma della casa, particolarmente grave nella capitale. L’iniziativa del presidente del X municipio - aggiunge il capogruppo Prc - seppur importante, non può essere la regola e questa emergenza andrà affrontata radicalmente invertendo la politica del precedente governo delle destre che, favorendo rendita e speculazioni immobiliari e tagliando i finanziamenti, ha lasciato soli gli enti locali nell’affrontare il problema casa».