All'Olimpico una notte "regale"

Da re di Spagna Juan Carlos al principe William, da Berlusconi ad Abramovich, da Fini a Zapatero a Platini: tutti i vip appassionatamente alla finale di Champions

Roma - Re e poi nobili, capi di Stato, uomini politici, magnati e proprietari di squadre di calcio, e poi tanti campioni del passato. La tribuna d'Onore dell'Olimpico ha messo il suo vestito di gala per la finale di Champions League, dal principe William a Re Juan Carlos, Inghilterra e Spagna stasera divise fisicamente da le 'Roi' Platini, presidente dell'Uefa, che siede tra i due. Ma su tutto vincono le misure di sicurezza, rigidissime, e qualche volta imposte anche senza stare troppo a sottilizzare. Tribuna blindatissima, ancor più di quella di un'Olimpiade, vera vetrina mondiale.

Prima che arrivi, gli addetti alla sicurezza fanno sapere che é vietato avvicinare Silvio Berlusconi; e lo stesso vale per il presidente della Camera Gianfranco Fini o i ministri Maroni, Frattini e La Russa. Galliani, ad del Milan arriva allo stadio subito dopo il Creso russo Abramovich, padrone del Chelsea. Chissà se avranno parlato di Ancelotti. L'ex idolo del Barcellona Hristo Stoichkov è elegantissimo nel suo gessato e arriva appena prima del presidente della Georgia Mikhail Saakashvili, scortato dalle immancabili guardie del corpo. Arriva Fini con la compagna Elisabetta Tulliani, presto mamma per la seconda volta. Il presidente della Camera, in qualità di terza carica dello Stato, fa gli onori di casa: è lui ad accogliere al suo arrivo allo stadio prima il principe William, in giacca blu e cravatta regimental (ma i colori sono casualmente quelli del Barca); e poi Re Juan Carlos di Spagna. "Benvenuto, Maestà", dice Fini. Il Re scende ed entra nello stadio, poi stringe la mano a Platini e al Principe William, affascinato dai canti e i colori della curva dello United, ma che al calcio preferisce il rugby.

Berlusconi è fra gli ultimi ad entrare, 'blindato' dal servizio d'ordine e portato anche lui, dall'auto di servizio, direttamente davanti alla porta d'entrata. Va a sedersi in mezzo al collega spagnolo José Luis Zapatero e a Re Juan Carlos, che sta alla sua sinistra. Sulla stessa fila ci sono Platini e il Principe William, in un'altra Marcello Lippi una poltrona sopra Fabio Capello, più su Roberto Mancini, allenatore disoccupato di lusso. Molto interessato alla partita appare John Elkann, che per una sera dimentica la Fiat, la Juve e tutto il resto e applaude a lungo dopo una bella giocata di Messi. Intanto, Re Juan Carlos informa i responsabili del protocollo che lui cambia programma: niente ripartenza a partita finita. C'è da festeggiare il Barcellona.