An allontana il vicesindaco De Corato dal Senato

Solo quinto in lista per Palazzo Madama ma forse sarà «ripescato» alla Camera

La partita si gioca, forse questa volta ancora di più, a Roma. Ma a farne le spese è comunque Milano. Che, nella guerra delle candidature, rischia di rimetterci non poco. Già in molti partiti se ne sono lamentati, ora potrebbe toccare anche ad Alleanza nazionale che sembra decisa a lasciare a casa Riccardo De Corato. Già senatore, vicesindaco per nove anni nella giunta Albertini e autentico mastino nei palazzi romani. Dove, più di una volta, ha fatto sentire forte e chiara la voce della città che l’ha eletto.
Ora il colpo di scena. Ieri il voto unanime della direzione del partito che ha affidato al suo leader, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Gianfranco Fini, la delega a compilare le liste. Compito assai delicato perché in questa tornata elettorale a decidere il destino dei candidati non sarà la capacità di calamitare preferenze, ma piuttosto la posizione in lista. I primi saranno eletti, gli altri a casa. Meccanismo che spunterà l’arma in mano a De Corato, personaggio molto popolare e vero recordman delle preferenze. Secondo alcune indiscrezioni il posto a lui assegnato potrebbe essere il quinto. Anche nelle più rosee previsioni non sufficiente a rioccupare lo scranno di Palazzo Madama. Sicuro il numero uno che andrà al sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica. La seconda posizione dovrebbe andare ad Alessio Butti, comasco e vicepresidente degli onorevoli di An. Numero tre per il senatore Giuseppe Valditara. Occupata anche la quarta posizione, a De Corato toccherebbe uno scomodo quinto posto in lista. Possibile un suo recupero alla Camera. Ma in molti lo danno già confinato come capogruppo a Palazzo Marino. Ruolo che il «senatore» svolgerebbe volentieri. Ma accoppiato a un incarico romano.