Ma allora il bel gioco si vede solo se c’è l’acqua alla gola?

Carissimo Direttore, ed ora, come la mettiamo? Le ho scritto, la settimana scorsa, dopo la domenica calcistica, quando il mio amico «genoano» è venuto a sventolarmi sul viso una mano con tre dita alzate (i tre «gol» subiti dalla Sampdoria, nell’incontro casalingo con la Roma). Io non potevo che consigliargli, di pensare ai guai del suo Genoa, reduce da due batoste con squadre non di valore eccelso. E mi permettevo di fare un poco di critica ai giocatori rossoblù, concludendo che gli stessi, assicuratasi la «pagnotta» (in questo caso, la non retrocessione) hanno pensato bene di «sedersi» e tirare a campà. Perché faticare per qualche «puntarello» in più? Meglio pensare alle vacanze e alla prossima stagione calcistica (leggi rinnovo dei contratti, magari con qualche «ritocco» in più nelle prebende).
Ora non resta altro che, battuta la Lazio e, magari andando a prendere un punticello, poi, a Bergamo tutto sarà cancellato, e finirà in festeggiamenti e gaudio. In fondo (a parte lo scivolone con l’Empoli) le altre due il Genoa le ha battute nel girone di andata (ma aveva battuto anche l’Empoli). Se ha ragionato così è stato un cattivo profeta.
Dopo lo «scivolone» (doppio con Empoli e Parma) sono tre consecutive «batoste» che lasciano il segno. Due, poi, in casa. Si cercano scusanti, dicendo che, in questo fine stagione, gli altri sono «più motivati»... Ed allora, per «battersi» bene è necessario aver l’acqua alla gola? Ci si dovrebbe dunque dare da fare, per soli motivi di «sopravvivenza»? Non (in quanto anche, lautamente pagati) per dare soddisfazioni ai sostenitori, che pagano, soffrono, li seguono in trasferta...?
Le ultime tre partite sono state dei capolavori, di poco impegno, insipienza, quasi a voler snobbare il risultato positivo: E non mi si dica che oggi, contro una Lazio, sì motivata, ma anche non al meglio di energie (nelle gambe avevano la fatica dell’incontro di pochi giorni prima con la Roma) i rossoblù hanno tenuto di più la palla, hanno colpito una traversa, sono stati, anche, molto sfortunati... La vittoria si ottiene tirando in porta e facendo gol... Quante volte lo ha tentato il Genoa? Gran correre, gran confusione, tanti passaggi sbagliati, non un «cross» decente sotto la porta avversaria o, corti, nei piedi degli avversari o, alti, sopra la traversa. Tanti spedendo il pallone direttamente al portiere. E, troppi falli, per fermare gli avversari... Un vero strazio.
Al bar, questa sera ho incontrato l’amico «genoano». Avvilito come un cane bastonato. Mi ha fatto pena. Non sono andato a ricordargli che la Sampdoria aveva vinto fuori casa.
Tanti bei saluti.